Prima vittima in regione con la variante brasiliana

20 Febbraio 2021

Aveva 67 anni, il decesso a Chieti. L’Abruzzo supera i 50mila casi da inizio pandemia Le zone non cambiano: rosso localizzato nell’area metropolitana fino al 28 febbraio

La variante brasiliana fa la prima vittima in Abruzzo, tra le prime in Italia. Succede a Chieti, nel giorno in cui la regione supera i 50mila casi dall’inizio della pandemia. Ma non è l’unica soglia psicologica oltrepassata: i morti sfondano quota 1.600, mentre i tamponi eseguiti vanno oltre le 700mila unità. A un anno di distanza dall’inizio della pandemia da Covid-19, l’Abruzzo traccia il primo bilancio e oggi fa i conti anche con l’emergenza varianti. Non solo quella inglese, che circola ormai da settimane e che a Pescara è responsabile di sette contagi su dieci, ma, adesso, c’è anche lo spettro di quella brasiliana.
Ancora altissimo il dato sui nuovi casi, mentre, giorno dopo giorno, continuano ad aumentare le terapie intensive. E ci sono altri nove morti. La regione, però, in base al monitoraggio nazionale, resta in zona arancione, ad eccezione del Chietino e del Pescarese che rimangono in area rossa, fino al 28 febbraio, per effetto dell’ordinanza regionale.
VARIANTE BRASILIANA. È un uomo di 67 anni la prima vittima della variante brasiliana in Abruzzo. È anche tra le prime in Italia: solo in Umbria, a inizio mese, c’era stato un caso sospetto relativo a una persona poi deceduta. Il 67enne, residente in un centro della provincia, era ricoverato nel reparto di Medicina Covid dell’ospedale del capoluogo teatino. Il decesso dell’uomo, che aveva altre patologie, risale ai giorni scorsi, ma la notizia è emersa solo ieri, quando è stata accertata la positività alla variante. Primi contagi dovuti alla brasiliana sono emersi anche all’Aquila.
Dunque non più solo quella inglese, che a Pescara è ormai responsabile del 70% dei contagi (vedi anche l’articolo in basso): il fenomeno varianti in Abruzzo si fa sempre più preoccupante.
OLTRE 50MILA CASI. Superata, tra l’altro, una soglia psicologica importante: quando mancano pochi giorni ad un anno dal primo contagio, l’Abruzzo sfonda il tetto dei cinquantamila casi dall'inizio dell'emergenza. Alla luce dell’aggiornamento di ieri, infatti, sono in tutto 50.204. Del totale, 46.424 casi - cioè il 92,5% - riguardano la seconda ondata e, in particolare, il periodo dal primo settembre. Altra soglia superata è quella delle 1.600 vittime: le persone morte con il Covid-19 sono ora 1.608, 1.125 delle quali, ovvero il 70%, decedute tra settembre e febbraio. Altro dato importante riguarda i tamponi. Da ieri sono più di 700mila quelli eseguiti nell’ultimo anno, segno di un’attività diagnostica portata avanti incessantemente a caccia del virus.
NUOVI CONTAGI. I nuovi casi sono 494. Sono emersi dall’analisi di 4.844 tamponi molecolari: è risultato positivo il 10,20% dei campioni. Eseguiti anche 2.365 test antigenici. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di appena tre mesi della provincia di Teramo e il più anziano è una donna di cento anni dell’Aquilano. Quelli con meno di 19 anni sono 94: sette in provincia dell’Aquila, 47 in provincia di Pescara, 19 in provincia di Chieti e 21 in provincia di Teramo.
La località con più nuovi casi è ancora una volta Pescara (97), seguita da Montesilvano (39) e Spoltore (28). Poi ci sono Chieti (18), Pineto (17), Silvi (17), Manoppello (14), Teramo (14), Alanno (12), Lanciano (12), Atri (10), Avezzano (10) e Cepagatti (10).
A livello provinciale in testa c'è sempre il Pescarese (+271), seguito dal Chietino (+96). Anche il confronto settimanale dei dati, da cui emerge il peggioramento di tutti i parametri, conferma come quelle di Pescara e Chieti siano le aree più colpite, la prima con un incremento di 1.598 casi in sette giorni, la seconda di 857.
ALTRI MORTI. Nove decessi i decessi segnalati nell’ultimo bollettino, cinque dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl. Riguardano persone di età compresa tra 74 e 86 anni: due in provincia di Chieti, due in provincia dell’Aquila, due in provincia di Teramo e tre in provincia di Pescara.
Le quattro vittime più recenti sono una 78enne di Civitella del Tronto, un 81enne di Chieti, una 82enne ed un 83enne di Pescara.
ALLARME TERAPIE INTENSIVE. Aumenta rapidamente il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Al momento sono 73, una settimana fa erano 53. Ieri sono aumentati di tre unità, al netto di decessi, dimissioni e cinque nuovi ricoveri. Il tasso di occupazione dei posti letto arriva così al 38,6%, a fronte di una soglia di allarme del 30%. In area medica, invece, ci sono 546 pazienti (-6). In questo caso il tasso di occupazione è del 36,6% (livello di allerta 40%).
Sul totale degli ospedalizzati, l’11,79% - percentuale in crescita negli ultimi giorni - è in terapia intensiva. I malati in isolamento domiciliare, invece, sono 11.758 (+72). Gli attualmente positivi sono 12.377 (+69). Nelle ultime ore, però, si registra anche un numero elevato di guariti: sono 416 in più.
ZONA ARANCIONE. Se le province di Pescara e di Chieti restano in zona rossa, almeno fino al 28 febbraio, per effetto dell’ordinanza del governatore Marco Marsilio, neppure il resto della regione cambia fascia di colore: l’Abruzzo rimane arancione, colore di cui inizia a tingersi parte dell’Italia.
Il monitoraggio settimanale della Cabina di regia nazionale, relativo al periodo 8-14 febbraio (i valori non tengono quindi conto del repentino peggioramento degli ultimi giorni), colloca la regione tra quelle con classificazione di rischio “moderata ad alta probabilità di progressione”. Dal report, infatti, emerge il graduale peggioramento che si registra sul territorio: aumentano i casi, aumentano i focolai, cresce la percentuale di tamponi positivi e le terapie intensive sono oltre la soglia di allarme. L’Abruzzo, dunque, resta bicolore, con la speranza che le maggiori restrizioni imposte al Pescarese e al Chietino servano a frenare i numeri impressionanti registrati negli ultimi giorni.