Prime 120 dosi agli ultra 80enni Fazii: paghiamo errori da Natale

19 Febbraio 2021

Il via alle 15 al porto turistico, Masci telefona ai primi dieci cittadini. E domenica si replica

PESCARA. Comincia la fase di vaccinazione di massa a Pescara. Oggi, dalle 15 alle 18,30, partono i primi vaccini agli ultraottantenni della città. Nel Pala Becci al porto turistico di Pescara gli operatori sanitari cominceranno le somministrazioni delle prime dosi su 120 pescaresi over 80. Nella giornata di ieri, dal Centro operativo comunale sono partite le telefonate a quanti hanno dichiarato la propria volontà ad aderire alla vaccinazione attraverso la piattaforma attivata dalla Regione.
Al momento sono 5.590 i pescaresi con più di 80 anni che hanno prenotato (sul sito www.sanita.regione.abruzzo.it), ma è possibile inserire la propria manifestazione di interesse fino al 28 febbraio. A effettuare la prima decina di telefonare è stato il sindaco Carlo Masci.
«Ho voluto fare queste chiamate per verificare l'impatto di questa iniziativa e capire le dinamiche di questa pandemia che ti porta a scoprire nuovi mondi. Alcuni di loro mi hanno commosso, perché mi hanno ringraziato e non vedono l'ora di sottoporsi a questo vaccino. Spero per tutti noi che questo rappresenti la svolta che stiamo aspettando da molti mesi», commenta il primo cittadino.
Intanto, ieri il padiglione dell'ex Cofa è stato allestito con sei linee di somministrazione, più una zona dove gli anziani appena sottoposti al vaccino dovranno attendere per una mezz'ora per verificare eventuali reazioni.
«Al fianco degli operatori vi saranno 12 unità tra protezione civile e vigili urbani», spiega l'assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia, «per fornire assistenza in quello che è un momento storico per la città di Pescara. Cominciamo a intravedere per la prima volta una luce in fondo a un tunnel buio e auspico che tutti, non solo coloro che in questi giorni iniziano la profilassi, comprendano l’importanza di vaccinarsi per tutelare se stessi e i propri cari». Le dosi verranno inoculate a 20 persone ogni 30 minuti. La raccomandazione giunta dagli operatori all'atto della telefonata è quella del rispetto delle fasce orarie che sono state assegnate per evitare assembramenti e inutili attese. Oggi proseguiranno le chiamate agli altri prenotati per organizzare la giornata di somministrazione di domenica, che avrà le stesse modalità e le stesse fasce orarie di quella di oggi. Domani invece sarà la volta del personale docente e non docente dell’Università dalle 10 alle 15 (450 persone), mentre il pomeriggio dalle 16 alle 21 quello della scuola (altre 450 persone).
«Abbiamo inteso la giornata di oggi e di domenica come dei test», chiarisce Seccia, «per rodare il sistema. Questa mattina ci riuniremo nuovamente per definire gli ultimi dettagli. Parallelamente stiamo pensando a una ripresa anche dello screening di massa. Una ipotesi che andremo a condividere con il manager della Asl Vincenzo Ciamponi al quale vorrei esprimere l'apprezzamento per l'ottimo lavoro che tutta la struttura sanitaria sta svolgendo in questo momento così critico».
La nuova ondata alimentata dalla variante inglese sta mettendo in affanno l’ospdale civile. Una condizione che, secondo il virologo Paolo Fazii, direttore dell’unità operativa complessa di Microbiologia e virologia della Asl di Pescara, «è frutto della circolazione in una prevalenza importante, di almeno il 60 per cento, della variante inglese sul territorio metropolitano, ma è anche figlia di atteggiamenti non congrui di tutti già a partire dalle festività di Natale, tra riunioni familiari, assembramenti di giovani e veglioni di capodanno. Si è creata una circolazione di soggetti, per lo più asintomatici, infetti che hanno fatto diffondere il virus nel periodo in cui circola di più, ossia quello più freddo dell'anno, quando i virus da raffreddamento riescono a penetrare meglio la barriera delle mucose nasali e respiratorie».
«È fondamentale», continua il virologo «che tutti utilizzino igienizzanti, mascherine, cambiandole spesso (ogni 4 ore le chirurgiche, a 3-4 strati, e ogni 6 le Ffp2 o Ffp3) e osservino il distanziamento sociale. Niente comportamenti scriteriati. È una guerra che si vince tutti assieme».
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