Primo giorno di FdI e Fina (Pd), il ritorno di Di Girolamo (M5S)

11 Ottobre 2022

Sigismondi, Testa e Liris all’assemblea di Giorgia Meloni Il neo senatore dem scelto per accompagnare Liliana Segre

PESCARA. «Non è stato come il primo giorno alla scuola materna. Allora ho pianto perché lasciavo a casa la mamma e mia sorella, oggi invece mi sono commosso per il ruolo che sto assumendo in un momento così difficile per l’Italia». Il commento del neo deputato Guerino Testa è breve e sincero.
Per lui come per i colleghi di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi e Guido Liris, e per il dem Michele Fina, ieri è stato il primo giorno in Parlamento. Non per la 5 Stelle Gabriella Di Girolamo che invece è tornata in Senato dopo essere stata rieletta. Sono per loro momenti emozionanti in cui la presa di coscienza si unisce alla consapevolezza che nulla sarà più come prima. «Entrare per la prima volta a Palazzo Madama da senatore della Repubblica», dice Sigismondi, vastese e segretario regionale di Fratelli d’Italia, «è un’emozione e un grande onore, specie per chi come me si è appassionato alla politica sin da ragazzo. L'emozione del primo momento ha però lasciato subito posto a un grande senso di responsabilità nei confronti dei molti abruzzesi e degli italiani che il 25 settembre hanno voluto accordarci la loro fiducia. Lavoreremo perciò con rigoroso impegno e profonda dedizione per essere all'altezza del mandato ricevuto e del delicato momento storico».
Con il neo senatore Liris, gli eletti abruzzesi di FdI hanno partecipato all’adunata voluta dalla leader Giorgia Meloni, prima di sbrigare le pratiche necessarie per la formazione dei gruppi parlamentari, la tappa che precede l’insediamento ufficiale alla Camera e al Senato previsto per giovedì. Chiamiamolo il giorno dell’accoglienza che la pentastellata Di Girolamo ha documentato con la foto che la ritrae nel momento dell’accettazione, oppure con l’immagine che Fina, segretario regionale del Pd, ci ha inviato dopo aver risposto ai giornalisti che lo incalzavano davanti a Palazzo Madama. «Sarò tra i sei giovani eletti che accompagneranno Liliana Segre», afferma il marsicano Fina, «diventare senatore a 44 anni, non l'avrei mai immaginato! Arrivare in Senato comporta un grande senso di responsabilità perché i tempi che viviamo sono difficili. L'opposizione è un ruolo importante: vigileremo, saremo costruttivi ma non faremo sconti». Fina, come si diceva, sarà uno dei senatori più giovani che coadiuveranno in qualità di segretari la senatrice a vita Segre come presidente della prima seduta a palazzo Madama. E oggi toccherà agli altri abruzzesi eletti tra cui citiamo chi ieri ha accettato di raccontarci lo stato d’animo che li accompagna a Roma: da Nazario Pagano e Giulio Cesare Sottanelli, neo eletti alla Camera, al leghista Aberto Bagnai, ex senatore e neo deputato, che ha trascorso il 10 ottobre a Pescara per la festa del patrono, e i giorni precedenti a Ortona, Orsogna, Lanciano, Rapino, Tollo, Chieti, Silvi e Tornareccio, patria del miele. E infine Daniela Torto, 5 Stelle di Bucchianico che torna alla Camera più combattiva che mai: «La mia regione», dice, «è stata utilizzata da Fdi come un trampolino di lancio per gente che con l’Abruzzo non ha nulla a che fare. Su quattro eletti alla Camera, tre non sono abruzzesi. Mi batterò in ogni modo per portare in Parlamento la voce della mia regione».