Primo vertice del centrodestra «I sindaci saranno ricandidati»

PESCARA. «I sindaci uscenti saranno ricandidati». Al vertice del centrodestra sulle amministrative 2024 si parla soprattutto delle candidature a Pescara, Montesilvano, Giulianova e Città Sant’Angelo....
PESCARA. «I sindaci uscenti saranno ricandidati». Al vertice del centrodestra sulle amministrative 2024 si parla soprattutto delle candidature a Pescara, Montesilvano, Giulianova e Città Sant’Angelo. Il discorso scivola anche sulle Regionali. Ma viene rinviata in altra sede la questione degli «incandidabili» posta dalla Lega per chi, ad esempio, ha cambiato casacca scendendo dal Carroccio per salire sul carro di Fratelli d’Italia. Un confronto soltanto rinviato.
chi c’era
Alla riunione pescarese erano presenti, tra gli altri, i maggiorenti di FdI in Abruzzo: il coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi, i vicecoordinatori Guerino Testa e Guido Quintino Liris e il capogruppo in Regione Massimo Verrecchia; per Forza Italia il coordinatore Nazario Pagano e il capogruppo Mauro Febbo; per la Lega il sottosegretario e coordinatore Luigi D’Eramo, il responsabile enti locali Abruzzo Marcello Antonelli e il capogruppo all’Emiciclo Vincenzo D’Incecco; Enrico Di Giuseppantonio e Paolo Tancredi per Noi moderati.
L’OPPOSIZIONE
«Sono amareggiato per i toni scomposti del presidente della Regione, cui siamo abbastanza abituati. Non ho intenzione di seguirlo nella gara a chi alza più la voce». Lo dichiara Daniele Marinelli, segretario del Pd abruzzese, in relazione alle dichiarazioni con le quali Marsilio aveva controbattuto alle critiche sulla sua definizione dell’Abruzzo “calabrone che non dovrebbe volare, però poi vola”. Marinelli prosegue: «Noi siamo interessati a parlare di sanità, lavoro, infrastrutture, sviluppo economico, di futuro per i giovani. Delle occasioni mancate e di come voltare pagina. Piuttosto che aprire una polemica, il presidente trovi argomenti per parlare agli abruzzesi, spiegando quali sono i risultati dei suoi 5 anni al governo della Regione e accetti il confronto con Luciano D’Amico provando, se ci riesce, a emularne lo stile, facendo uno sforzo di umiltà e senso della misura».
ANCHE TORTO REPLICA
Dopo aver criticato Marsilio per la scelta della data del voto – il 10 marzo – la parlamentare M5S Daniela Torto controreplica all’affondo del presidente della Regione, che l’aveva definita «deputata per caso». «Sono abituata a guardare il lato positivo in tutte le cose, anche in questa data delle Regionali a marzo. È più vicino il momento per rispedire Marsilio a Roma da Giorgia Meloni che ha fatto dell’Abruzzo una colonia di Fratelli d’Italia», dice Torto. «Quanto al presunto svantaggio per i candidati abruzzesi alle europee, Marsilio prende in giro i cittadini. Sa benissimo che in caso di accorpamento il traino delle Regionali favorirebbe le preferenze per i candidati abruzzesi in Europa aumentando la possibilità di rappresentatività locale. E allora è evidente che anche per le Europee il governatore continua a tifare Roma. La “deputata per caso”, come mi definisce lui, è quella che proviene dalle aree interne abruzzesi e le rappresenta chiedendo a Meloni e Marsilio più risorse per dissesto idrogeologico e frane, più attenzione a un sistema sanitario nei piccoli ospedali dell’entroterra, più investimenti sulla viabilità. Ma non è arrivato nessun aiuto per la nostra gente. Quello che dovrebbe interessare Marsilio è che accorpare le elezioni significa risparmiare soltanto sui soldi dei cittadini, prendiamo atto che non sarà così».
Di Girolamo (M5S)
«Marsilio attacca Torto perché ha finito le giustificazioni per le sue mancanze». Lo afferma la senatrice M5S Gabriella Di Girolamo. «Che sia nervoso e in difficoltà perché l'Abruzzo è fuori dalle grazie e dalla considerazione del governo è normale. Fa male l’esclusione da importanti progetti Pnrr e un decreto “Zes unica” che mette ai margini la Regione. Marsilio cerca di uscire dall’angolo dell’ isolamento politico in cui il governo sta relegando lui e la nostra Regione. Non è normale che per farlo attacchi la nostra Daniela Torto, forse perché in Commissione Bilancio alla Camera l’ha messo davanti alle responsabilità».(e.n.)

