Problemi della sanità, la Asl apre al sindacato

Ieri presidio della Cgil davanti al Cup. Tra le priorità, la stabilizzazione dei precari e le liste d’attesa
PESCARA. La giornata in difesa della sanità pubblica, voluta dalla Cgil Pescara per avanzare proposte alla direzione sanitaria e per fare il punto sulle principali criticità del settore, ieri ha portato alla istituzione di un tavolo con la Asl per avviare un confronto periodico finalizzato al diritto alla salute. Tra gli obiettivi, la stabilizzazione dei dipendenti precari, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari assunti nel periodo del Covid, entro il 31 dicembre 2025.
Ad aprire la mattinata, il presidio davanti al Cup dell’ospedale civile, luogo simbolo delle difficoltà che i cittadini incontrano quotidianamente nell’accesso alle cure. «A distanza di due anni dall’ultima manifestazione», dice Luca Ondifero, segretario provinciale della Cgil, «le problematiche sono sempre le stesse: liste di attesa troppe lunghe, ingolfamento al pronto soccorso, tagli rispetto ai farmaci e alla riduzione dei servizi, carenza di sicurezza». Tra i presenti alla protesta, anche Marco Vitelli, della Fp Cgil nazionale, Carmine Ranieri, segretario regionale, Massimo Di Giovanni, segretario Fp Cgil Pescara, Davide Urbano, della Filcams Cgil. L’incontro tra i rappresentanti sindacali, il direttore sanitario della Asl Rossano Di Luzio e la direttrice amministrativa Francesca Rancitelli è avvenuto, nel corso della mattinata, segnando l’inizio di un percorso congiunto.
In un documento la Cgil ribadisce i punti meritevoli di attenzione. Tra un mese ci sarà una nuova riunione, così da verificare quanto garantito dall’azienda sanitaria.
LE RICHIESTE La Cgil chiede un confronto per acquisire informazioni dettagliate rispetto agli interventi previsti dal piano di risanamento della Asl. In particolare, fa sapere Ondifero, si chiede di accorciare i tempi delle liste di attesa. «Basti pensare che per una risonanza del tronco encefalico bisogna aspettare 16 mesi, 12 per una gastroscopia». Risposte in tal senso sono arrivate ieri dai vertici della Asl, che garantiscono una riduzione dei tempi grazie a un’organizzazione interna e alla possibilità di prenotare, tramite Cup, gli esami da poter effettuare in ospedale oppure nelle strutture private accreditate. «Un'alternativa già esistente, ma la novità è rappresentata dal fatto che le linee guida vengono dettate dal pubblico, quindi dalla Asl e non dal privato», precisa Massimo Di Giovanni. Un’altra priorità, per il sindacato, è la presa in carico del paziente, anche questa assicurata dall’azienda sanitaria. «Una procedura che generalmente non viene osservata in maniera omogenea», dice Ondifero. «Solitamente gli specialisti non prendono in carico il paziente garantendo percorsi per proseguire la terapia direttamente, ma rimandano il malato al Cup e talvolta al medico curante, rallentando il percorso». Si chiede inoltre la realizzazione di una sala multisensoriale per i più fragili al pronto soccorso e misure specifiche per i pazienti con deficit uditivo. Anche su questi temi la Asl ha dato la propria disponibilità, assicurando tali interventi nel giro di un mese. Tra le altre richieste, il rafforzamento della rete territoriale e la sicurezza in ospedale.
LAVORATORI IN APPALtO «Va effettuata una verifica sulla efficienza dei servizi esternalizzati, con particolare riferimento agli appalti dei servizi più strategici per il servizio sanitario, per valutare l’opportunità della reinternalizzazione», riferisce Urbano, della Filcams Cgil. Tali lavoratori, invisibili, ma indispensabili per il buon funzionamento della Asl, i dipendenti del Cup, delle pulizie, delle mense, ma anche gli addetti alla vigilanza, erano presenti al presidio.

