Processo Oma, Humangest sarà parte civile

7 Giugno 2024

Per il giudice Marino la società ha i requisiti. E il caso del crac da 100 milioni torna in aula il 20 giugno

PESCARA. Il giudice Francesco Marino scioglie ogni riserva sulle costituzioni di parte civile nel processo in corso davanti al gup sul crac da 100 milioni di euro della Oma (Officina Metalmeccanica Angelucci) e ammette la curatela della Oma e la società Humangest.
Il problema era nato proprio in relazione alla richiesta avanzata dalla Humangest, contro la quale si era opposto anche il pm Andrea Di Giovanni in quanto contro la società la procura aveva presentato la conclusione delle indagini per il reato di truffa ai danni dell'Inps (che coinvolge Barbara Garofoli e Gianluca Zelli). Ma il deposito di una serie di documenti da parte dei legali della Humangest ha convinto il giudice sulla regolarità dei requisiti della società per la costituzione di parte civile.
L'udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 20 giugno, quando verranno incardinati i riti alternativi richiesti da tutti e nove gli imputati. Mauro Angelucci (principale protagonista della vicenda giudiziaria, ex presidente di Confindustria ed ex presidente della Camera di Commercio di Chieti-Pescara), Giovanni ed Alessandro Angelucci, già da alcune udienze avevano chiesto e ottenuto di patteggiare la pena (inferiore a due anni di reclusione con il parere favorevole della procura): passaggio tecnico che dovrà però essere formalizzato nel momento della decisione che verrà presa su tutti gli altri imputati.
Il rito abbreviato è stato invece chiesto dall'imprenditore Rocco Pilotti, dal consulente Giancarlo Masciarelli, dal sindaco del collegio sindacale, Gianpaolo Canzano, e dai componenti Sandro Marcucci, Dario Di Matteo e Renato Marsili. Le accuse, a vario titolo contestate, vanno dalla bancarotta fraudolenta alle false comunicazioni sociali, con annessi reati fiscali, tutti collegati al fallimento della Oma di Torre de’ Passeri. «Con le loro funzioni di rappresentanza e direzione», scrive il pm in relazione alle posizioni degli Angelucci, «mediante le condotte descritte, conseguivano indebitamente il profitto complessivo superiore a 85 milioni di euro». Regista occulto di tutta l’operazione, secondo l’accusa, sarebbe stato Masciarelli, definito «consulente contabile-finanziario degli Angelucci e concorrente morale»" di una serie di operazioni che avrebbero portato al fallimento della Oma». (m.cir.)