Processo sulla sede regionale: tutto rinviato al 21 novembre
PESCARA. Due notifiche irregolari ad altrettanti imputati fanno saltare l'udienza del processo per la realizzazione della City: quella che doveva diventare la sua sede degli uffici regionali. La...
PESCARA. Due notifiche irregolari ad altrettanti imputati fanno saltare l'udienza del processo per la realizzazione della City: quella che doveva diventare la sua sede degli uffici regionali. La precedente udienza dell'8 maggio era saltata per lo sciopero degli avvocati, ieri per le solite notifiche errate. Tutto rinviato, per l'apertura del dibattimento, al 21 novembre prossimo. In aula soltanto la folta schiera di avvocati pronti a dar battaglia per una vicenda che conta 12 imputati tra imprenditori, funzionari e dirigenti della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara. Una parte deve rispondere di abuso d'ufficio, un'altra di abuso edilizio.
Originariamente figuravano anche l'ex sindaco Luigi Albore Mascia e l'ex assessore, oggi presidente del consiglio comunale di Pescara, Marcello Antonelli. Ma la loro posizione è già stata definita in udienza preliminare con il rito abbreviato concluso con l'assoluzione, con formula piena, per entrambi. Assoluzione che però la procura ha impugnato, presentando ricorso in appello: 40 pagine firmate dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini per spiegare il perché gli unici due esponenti politici andrebbero condannati per concorso in abuso d'ufficio. Secondo il magistrato ci sarebbe stata una «doppia ingiustizia e un vantaggio patrimoniale» per i privati. «Erra il giudice di primo grado», si legge nel ricorso in appello, «in ordine alla definizione del perimetro dell'elemento intenzionale della condotta oggetto di causa ovvero accedendo alla definizione della cosiddetta doppia ingiustizia integratrice dell'abuso d'ufficio. Ciò fa allorchè asserisce che alcun elemento investigativo depone per il piegamento della funzione amministrativa agli interessi privati». E spiega nel dettaglio il perché.
Sul banco degli imputati, per rispondere di abuso d'ufficio, ci sono Antonio Sorgi, Carla Mannetti, Gaetano Silverii, Emilia Fino, Pierluigi Caputi, Gaetano Pepe, Lanfranco Chiavaroli ed Enrico Iacomini: tutti dirigenti della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara. Di abuso edilizio devono invece rispondere l'imprenditore Marco Sciarra, socio di maggioranza e legale rappresentante della società Iniziative Immobiliari Abruzzesi; proprietaria dell'immobile finito nel mirino della magistratura; l'amministratore unico della Imar Costruzioni, Giovanni Pagliarone; il direttore dei lavori architettonici, Mario D'Urbano, e il direttore dei lavori strutturali, Carlo Galimberti. Il processo ruota attorno alla variazione di destinazione d'uso dell'immobile di via Tiburtina e al rischio aeroportuale che non sarebbe stato rispettato. (m.cir.)

