«Profughi negli alberghi un affare per pochi»
Sopralluogo dei consiglieri regionali nell’hotel Ariminum di Montesilvano Sospiri al prefetto: c’è il rischio di nuovi arrivi, no all’uso di asili e case di riposo
MONTESILVANO. «L’albergatore mi ha presentato a tutti gli immigrati ospiti come “Il più cattivo, il re dei cattivi”». Così ha detto il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, dopo una visita all’hotel Ariminum che ospita i profughi. Ieri, l’albergo all’ingresso della zona degli hotel di Montesilvano è stato al centro di un sopralluogo della commissione regionale sugli immigrati: «All’albergatore», ha detto Sospiri, «ho solo ricordato che lui non sta facendo nulla per beneficienza o per spirito di solidarietà, perché per la sua struttura alberghiera ospitare i profughi si traduce in un guadagno quotidiano. Ed è il business che non possiamo accettare». Sospiri ha diffuso i numero: «In Abruzzo è facile fare i conti, lo Stato paga 50 euro al giorno per ogni profugo, ossia 35 euro per vitto, alloggio, stiratura e servizio telefonico, più un pocket money di 15 euro; in Abruzzo dunque si spendono 50 euro al giorno per 1.380 immigrati, ossia 69 mila euro al giorno, ovvero 2 milioni e 139 mila euro al mese, dunque parliamo di un business di 12 milioni 830 mila euro per 6 mesi, da luglio a dicembre. E la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi giorni». Secondo Sospiri, «nella sola provincia di Pescara dovranno arrivare altri 68 presunti profughi, e, non disponendo di strutture, si stanno cercando posti disponibili tra tutte le case di riposo e gli asili esistenti, a Caramanico, a Città Sant’Angelo, Loreto, Penne, Popoli, Alanno, Manoppello, Rosciano, Catignano, la stessa Pescara con l’asilo Partenza. Sospiri e il consigliere regionale Emilio Iampieri che in mattinata hanno anche incontrato il prefetto di Pescara Vincenzo D'Antuono: «Vogliamo verificare le condizioni in cui vivono gli immigrati nelle strutture d’accoglienza e abbiamo cominciato da quell’albergo che si trova proprio all’ingresso della zona d’eccellenza del turismo di Montesilvano, dove la presenza di decine di immigrati, a ciondolare tutto il giorno all’esterno della struttura, ha giustamente suscitato il malumore di tutti gli altri imprenditori alberghieri che stanno rischiando di perdere la stagione. E dopo la visita», dicono Sospiri e Iampieri, «siamo più convinti che mai che tale situazione è insostenibile: al di là della sistemazione fisica nell’albergo in questione, con 4 immigrati su letti a castello in stanzette piccolissime, è evidente che non ci sono le opportune misure di sicurezza, né c’è un sistema di controllo o di monitoraggio degli arrivati, molti dei quali, dopo qualche giorno, si sono allontanati facendo perdere le proprie tracce».
Sospiri cita le capitali del turismo: «A Rimini, Riccione, a Lignano Sabbia d’Oro, ossia nelle località turistiche, mai nessuno avrebbe pensato di ospitare i presunti profughi in un albergo sulla spiaggia, creando un’ipotesi concreta di danno economico a tutti gli altri imprenditori, non può essere il mercato a decidere, ma devono essere le istituzioni a fare le scelte, usando la logica del buon senso».
Sospiri parla di «decisione scellerata» per commentare il possibile arrivo di altri immigrati con la ricerca di nuove sistemazioni: «Tanti anziani non possono permettersi la casa di riposo non avendo i soldi, ma lo Stato, anziché sostenere questi anziani, li toglie per fare spazio agli immigrati. Senza tener poi conto che le Ipab non possono diventare dall’oggi al domani strutture d’accoglienza di immigrati, prima devono chiedere il parere della Regione Abruzzo per mutare la propria destinazione d’uso, e sino a oggi non è avvenuto».
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