Pronti allo sciopero contro la restituzione delle indennità

18 Maggio 2018

PESCARA . Affilano le armi le ex guardie mediche, e si dicono pronte non solo allo sciopero, ma anche a resistere in tutte le sedi possibili contro il provvedimento della Regione che ha cancellato l’i...

PESCARA . Affilano le armi le ex guardie mediche, e si dicono pronte non solo allo sciopero, ma anche a resistere in tutte le sedi possibili contro il provvedimento della Regione che ha cancellato l’indennità di rischio e chiesto la restituzione di quelle percepite negli ultimi 11 anni. Cifre che si aggirano sui 50-60mila euro, che potrebbero mettere in ginocchio 500 famiglie.
A scendere in campo è la Fimmg continuità assistenziale, che ha reso noto l’arrivo, nelle sedi delle Asl abruzzesi, dell’invito da parte della Regione ad attivarsi per il recupero delle somme. È stata una richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei conti a innescare il meccanismo. Le Asl, a questo punto dovranno procedere al recupero delle indennità, operazione che si tradurrà in una mannaia sugli stipendi delle guardie mediche, «senza che ci sia mai stato alcun pronunciamento ufficiale, da parte della Corte dei conti e di qualsiasi altro organo giudicante», dice il segretario regionale della Fimmg continuità assistenziale, Sandro Campanelli. Dopo le azioni di protesta da parte della Regione c’era stato un impegno del presidente D’Alfonso a trovare una soluzione, in attesa del pronunciamento dei tribunali. E invece, quando qualche settimana fa è arrivata una nuova interrogazione della Procura della Corte dei conti per sapere a che punto fossero le cose, «la Regione, invece di rispondere che aveva momentaneamente bloccato il recupero delle somme arretrate in attesa delle sentenze», dice ancora Campanelli, «si è limitata ad intimare alle Asl di procedere alla richiesta ai medici», concedendo la possibilità di rateizzare le somme in 48 mesi. Per il segretario Fimmg di Chieti, Marco Di Clemente, «Quello che sta succedendo ai medici di guardia è vergognoso».
«Stiamo pensando ad uno sciopero della categoria», dice Maria Grazia Terenzio, «perché le vessazioni che stiamo subendo per responsabilità non nostre ma, ammesso che ci siano, per errori burocratici della Regione, sono veramente giunte al limite». Sull’assenza di responsabilità dei medici batte anche Valentino Di Majo ( Fimmg Ca L’Aquila). «Non c’è stata nessuna azione nei confronti dei responsabili amministrativi della Regione di quel tempo, ma alla fine gli unici a pagare dovremmo essere noi. Resisteremo in tutte le sedi opportune». (a.bag.)