Pronto soccorso Emergenza ubriachi in sala d’attesa

22 Dicembre 2017

PESCARA. Il pronto soccorso come un dormitorio, come un rifugio, tetto sicuro per chiunque e a qualunque ora. Ormai è storia di tutti i giorni, una storia difficile da gestire per il degrado sociale...

PESCARA. Il pronto soccorso come un dormitorio, come un rifugio, tetto sicuro per chiunque e a qualunque ora. Ormai è storia di tutti i giorni, una storia difficile da gestire per il degrado sociale che racconta e per chi, come medici, infermieri e forze di polizia dovrebbero occuparsi di tutt’altro. E invece si trovano quotidianamente a fare i conti con un degrado che sembra non riguardare nessuno. Neanche la stessa squadra “Antidegrado” dei vigili urbani che a una recente richiesta di intervento ha risposto: «Non è zona di competenza». E così per l’ennesima volta è il pulmino della Caritas che è dovuto andare. Così è successo anche ieri, così succede tutti i giorni, come racconta lo stesso primario Alberto Albani: «Il problema sono gli etilisti cronici che in certi periodi dell’anno fanno anche tre, quattro accessi al giorno al pronto soccorso, dove si fanno portare in ambulanza per poi essere visitati, dimessi e ritornare. Non parliamo di senza fissa dimora, alcuni di questi hanno anche una casa con bagno, ma non ci vanno. Più volte abbiamo chiamato gli assistenti sociali del Comune, ma i mezzi sono quelli che sono. Parliamo di persone che si rifiutano di lavarsi, in condizioni igienico-sanitarie veramente al limite non solo per il personale, ma anche per chi deve condividere la sala d’attesa. Purtroppo noi da soli non riusciamo a gestirli, e non è neanche nostro compito, anche se il problema per il pronto soccorso resta. E, ripeto», va avanti il primario, «i medici li visitano, il problema non è questo, il problema è che poi si rimettono in sala d’attesa e rimangono lì per ore. Anche i poliziotti possono fare ben poco, perché non parliamo di persone che disturbano, ma di persone con problemi sociali, a volte psicologici. Proprio questa mattina (ieri ndr) è arrivato il camper della Caritas a caricarne un paio, ma tanto già stasera saranno di nuovo in pronto soccorso. Ci vorrebbero figure che attualmente mancano, gli assistenti sociali, ma non ci sono i mezzi». (s.d.l.)
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