Pronto soccorso verso la chiusura alle 20

15 Luglio 2015

Penne, la Cgil denuncia nuovi tagli. E i grillini chiedono al sindaco di restituire la tessera del Pd

PENNE. Preoccupa, e non poco, la situazione dell’ospedale San Massimo di Penne, sempre più alle prese con tagli, rimodulazioni di reparti e riduzioni di personale, tenendo da parte la contestatissima chiusura del punto nascite già fissata al 15 novembre nonostante le proteste e le richieste di deroga.

Per il rappresentante sindacale Cgil della Asl di Pescara, Franco Pasta, il San Massimo è un malato terminale. «Il nostro presidio ospedaliero è stato depotenziato e abbandonato. La radiologia, per mancanza di medici e tecnici, non è in grado di garantire un servizio di base e per questo sono chiuse tutte le prenotazioni esterne. Il day-hospital di Pediatria già da giorni ha dimezzato il servizio, non accogliendo più bambini il pomeriggio, e la Tipo (terapia intensiva post operatoria), ex Rianimazione», continua Pasta, «ha subìto notevoli tagli e si avvia alla chiusura. Oculistica si occuperà solo di servizio ambulatoriale, senza più effettuare interventi di cataratta, e ad oggi è priva dell’unico medico strutturato per motivi di salute. Non sono stati inoltre rinnovati i contratti ai barellieri e agli aiuti vari nei reparti più critici», denuncia il sindacalista, «come quelli di Medicina e di Geriatria del servizio esterno. Per chiudere questa orrenda pagina ci sono molte probabilità che il pronto soccorso del San Massimo diventi un servizio di tipo commerciale, con un orario da negozio e la saracinesca abbassata già alle 20 di sera», conclude Pasta.

Anche i grillini di Penne sono molto preoccupati per le sorti dell’ospedale vestino, in particolare per la chiusura del punto nascite già stabilita da un delibera della Asl di Pescara per il prossimo 15 novembre. I grillini pennesi chiedono al sindaco D’Alfonso di prendere una posizione chiara.

«Occorre che il sindaco Rocco D’Alfonso decida da quale parte schierarsi, con i cittadini o con chi sta togliendo loro il diritto alla salute. C’è bisogno di un segnale forte che sia d’esempio per tutti gli altri sindaci del Pd dell’area vestina e che consiste nel restituire la tessera del Partito democratico, peraltro stesso partito del governo regionale il cui progetto è la chiusura graduale dell’ ospedale San Massimo. Lo smembramento dell’ospedale vestino è cominciato ben prima dell’ insediamento del presidente della Regione, Luciano D’ Alfonso, ma con quest’ultimo sta subendo un’accelerazione incredibilmente repentina», dicono i 5 stelle pennesi.

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