«Prostitute ovunque dalla Bonifica fino a Francavilla»
PESCARA. «E' una delle zone più laboriose di Pescara, con circolo tennis, uffici, facoltà universitarie, stadio, palazzetto dello sport, ma è ridotta a luogo degradato dal punto di vista urbano e...
PESCARA. «E' una delle zone più laboriose di Pescara, con circolo tennis, uffici, facoltà universitarie, stadio, palazzetto dello sport, ma è ridotta a luogo degradato dal punto di vista urbano e soprattutto umano. Al calar delle tenebre, poco dopo l'incrocio tra viale Marconi e via Elettra, nei pressi del palazzetto dello sport, regna il rifugio per clochard. Sulla parallela di viale Marconi, invece, in viale Pindaro, nei pressi dell'entrata universitaria, stazionano giovani prostitute, più in là verso il distaccamento dei vigili del fuoco, altre giovanissime prostitute». Lo afferma Donato Fioriti, presidente Cipas-Ciis Abruzzo (coordinamento di iniziativa sociale di 40 associazioni locali e nazionali). «Basta spostarsi di qualche centinaio di metri e la storia non cambia: da un lato della rotatoria iniziale di via tirino, verso ovest, giovani prostitute, dall'altro lato, verso est, giovani prostitute (via della Bonifica). Più giù i trans o i travestiti. All'incrocio con la pineta dannunziana, ancora prostitute, sempre giovanissime e qualche nostrana attempata. Verso Francavilla ancora prostitute, a macchia di leopardo presenti fino allo stadio». La cosa che impressiona, per Fiorilli, «è questa macchina industriale del sesso: lo scorgere nelle vicinanze della rotatoria riaperta al traffico giovanissime donne accovacciate sul marciapiede, con l'immancabile bottiglietta d'acqua vicino, in attesa del cliente di turno, dà l'idea di uno squallore desolante. Questo malaffare porta a ipotizzare episodi di microcriminalità, spesso non denunciati, che nascono nei via vai notturni».

