Prostituzione, multe a casa se i clienti non pagano

17 Agosto 2017

Niente più scuse: sanzioni anche a chi chiede “informazioni” alle lucciole L’assessore Cozzi: «Non vogliamo fare cassa, ma arginare il fenomeno»

PESCARA . Trentacinquemila euro di multe nel 2016, e 12.700 euro nei primi quattro mesi del 2017. A Montesilvano è lotta senza quartiere al fenomeno della prostituzione, e se ai clienti focosi venisse in mente la malaugurata idea di non pagare subito la multa, riceverebbero “comodamente” a casa la contestazione. Tempi duri, dunque, per i mariti col vizietto del sesso a pagamento, anche quelli in “trasferta”, convinti che la lontananza dalla dimora coniugale sia sufficiente a metterli al riparo da ripercussioni domestiche.
La sanzione, per loro, è di 450 euro; quella a carico delle ragazze è invece più bassa, e si ferma a 309 euro, come prescrive l’ordinanza del sindaco Francesco Maragno che resterà in vigore fino alla fine dell’anno. E non servirà più neanche accampare scuse, del tipo “stavo solo chiedendo un’informazione”.
No, perché l’ordinanza parla chiaro, e prevede il divieto assoluto «per tutti i conducenti e occupanti di mezzi di trasporto che percorrono strade in prossimità di abitazioni, luoghi pubblici o demaniali o aperti al pubblico, di contrattare, concordare prestazioni sessuali o trattenersi, anche solo per chiedere informazioni con soggetti che esercitano attività di meretricio su strada o che per l’atteggiamento, l’abbigliamento, o le modalità comportamentali, manifestino comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali». L’obiettivo principale, spiega l’assessore Walter Cozzi, non è fare cassa, ma scoraggiare dal chiedere e offrire sesso a pagamento lungo le strade del comune rivierasco, magari a ridosso delle abitazioni. La mappa della prostituzione, storicamente, vede in pole position la zona del lungomare e della pineta, senza escludere la zona circostante il Pala Dean Martin.
«Tra l’altro, con l’istituzione dell’isola pedonale durante la stagione estiva», aggiunge l’assessore, «il fenomeno si è molto ridotto. Normalmente fermiamo le persone sul posto, contestando subito l’infrazione. Solo se la multa non viene pagata, la contestazione viene spedita a casa. Il nostro principale obiettivo, comunque, resta la deterrenza».
Nel 2016 le multe a carico dei clienti ammontavano a 20mila euro, e ad altri 15mila quelli contestati alle ragazze, anche se queste ultime, a quanto pare, sono poco propense a pagare. Un’attività, quella della prevenzione, alla quale concorrono tutte le forze dell’ordine.
E accanto ai tentativi per scoraggiare il fenomeno, il Comune ha anche sottoscritto una convenzione con la Comunità Giovanni XXIII, che aiuta le ragazze sfruttate a uscire dal giro della prostituzione. In due anni sono 11 le donne che grazie all’aiuto dei volontari sono riuscite ad affrancarsi dal giro nel quale erano cadute, per i motivi più disparati. Solo nel 2016, l’unità di strada, composta da 4-5 persone, ha effettuato 42 uscite con cadenza quasi settimanale, che hanno consentito di prendere ben 390 contatti, con ragazze di età compresa, prevalentemente, tra i 18 e i 24 anni. Non mancano, tuttavia, “ragazze” un po’ più in là con gli anni. Una di loro, quasi 70enne, ai carabinieri che l’avevano fermata disse che con la pensione non arrivava a fine mese.