Protesta anti Tari in un solo anno aliquote raddoppiate

30 Dicembre 2014

Il sindaco Maragno riceve in municipio una delegazione di contribuenti che chiedono di rimodulare le tariffe

MONTESILVANO. Sospendere il pagamento della tassa sui rifiuti e rimodulare le tariffe per non vessare alcune categorie di contribuenti. È la richiesta rivolta all’amministrazione comunale da un gruppo di residenti che ieri mattina si è dato appuntamento in sala consiliare per protestare pacificamente contro la stangata Tari.

Al termine della seduta dell’assemblea civica, la delegazione, composta da una ventina di cittadini, è stata accolta in sala giunta dal sindaco Francesco Maragno, dall’assessore Caterina Verrigni e dai dirigenti ai Lavori pubblici e al Bilancio, Gianfranco Niccolò e Pietro Ventrella, i quali hanno dapprima chiarito alcuni aspetti della nuova tassazione, per poi ascoltare le istanze dei residenti che, almeno per quest’anno però, non potranno essere accolte. A cominciare dal fatto che la Tari è un prelievo istituito attraverso una legge statale (numero 147/2013) e che le tariffe per le utenze domestiche sono calcolate dalla combinazione di una parte fissa e una variabile: la prima, calcolata in relazione alla grandezza dell'immobile e la seconda in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Gli amministratori hanno poi ricordato che le attuali tariffe sono state deliberate dal commissario prefettizio a giugno 2014, e che l’amministrazione comunale ha autorizzato la dilazione del pagamento portando le rate da due a quattro (in scadenza il 31 dicembre, 31 gennaio, 28 febbraio e 31 marzo). La parola è passata quindi ai cittadini, i quali, a loro volta, hanno esposto le proprie difficoltà davanti a cartelle esattoriali aumentate in modo esponenziale rispetto allo scorso anno. Andrea Di Blasio, padre di tre bambini e con una tariffa aumentata di 350 euro rispetto al 2013, ha illustrato le differenze in termini di aliquote e agevolazioni tra Montesilvano e Pescara; l’imprenditore Carlo Chiola, titolare dell’Hostaria Vestina e di una cartella lievitata in un anno da 2mila 800 a 5mila 514 euro.

La delegazione ha chiesto al sindaco e alla giunta di sospendere il pagamento e di elaborare dei correttivi che tengano in considerazione, ad esempio, le famiglie dei disoccupati o degli indigenti. Richiesta che, tuttavia, l’amministrazione non ha potuto soddisfare, almeno per l’anno in corso, dal momento che la prima rata scade già domani. Quanto alle carenze evidenziate dai residenti in tema di servizio di igiene urbana, infine, il sindaco ha rivelato: «Abbiamo chiesto alla Tradeco la rescissione del contratto e abbiamo aperto un contenzioso. Ma si tratta di procedure che possono durare anche dieci anni, per cui l’unica cosa da fare per sperare in una riduzione dei costi è differenziare il più possibile i rifiuti».

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