Protesta contro il caro mense: raccolte 1.200 firme in poche ore

28 Settembre 2023

Petizione organizzata dai genitori che contestano gli aumenti delle tariffe stabiliti dalla giunta Masci «Il costo dei pasti è troppo elevato, avrà ripercussioni sulla vita delle famiglie: si torni subito indietro»

PESCARA. Non si ferma la protesta dei genitori contro gli aumenti delle tariffe delle mense scolastiche varati dalla giunta comunale. Ieri è partita una petizione, organizzata da alcuni familiari e nel giro di poche ore sono state raccolte on line 1.200 firme (fino alle 19 di ieri). Tutti contestano il costo dei pasti, in vigore dal prossimo 8 gennaio, che è praticamente raddoppiato per i redditi Isee oltre i 18.000 euro all’anno. L’assessore all’istruzione Gianni Santilli, durante la seduta della commissione Controllo e vigilanza di lunedì scorso in cui si è assistito alla protesta di decine di mamme, ha promesso che valuterà la possibilità di poter applicare agevolazioni anche alle famiglie con i redditi Isee più alti. Ma, per ora, nessuna decisione è stata presa.
L’ultima iniziativa dei genitori per contestare la decisione dell’amministrazione comunale, dunque, è stata quella della petizione partita ieri, avviata sia on line (sul sito change.org), sia in forma cartacea. «L’aumento del costo dei pasti nelle mense scolastiche deciso dalla giunta comunale di Pescara», si legge nel testo della raccolta firme, «può avere ripercussioni profonde sulle scelte educative e lavorative della famiglie. Il tempo pieno a scuola è una misura di welfare che aiuta i genitori a conciliare lavoro e cura dei figli. Se le famiglie optassero per il tempo parziale a causa degli alti costi delle mense, ciò avrebbe ripercussioni non solo sulla logistica quotidiana, ma anche sugli aspetti educativi». «Le nuove tariffe proposte dalla giunta», prosegue il documento, «sono di gran lunga superiori a quelle applicate in gran parte dei Comuni italiani. Le fasce Isee alle quali la giunta comunale propone di applicare la tariffa piena corrispondono a quelle delle famiglie monoreddito, o con due stipendi medio bassi, per le quali l’incremento così elevato rappresenta un problema notevole. E quando ci si trova di fronte a scelte di questo tipo, purtroppo, a causa delle dinamiche culturali e sociali ancora presenti, sono troppo spesso le donne a dover fare la maggior parte delle rinunce in ambito lavorativo e di carriera».
«Non condividiamo l’assunto», conclude la petizione, «per il quale “i cittadini di Pescara non possono contribuire con le proprie tasse a pagare la mensa dei bambini che vanno a scuola”. Tutti noi cittadini, con le nostre tasse, contribuiamo ai servizi, quali la sanità, il trasporto pubblico, la scuola pubblica, anche quando non li utilizziamo. Per questo vi chiediamo di rivedere la decisione fin qui assunta, di reintrodurre la contribuzione con la quale il Comune di Pescara, al pari degli altri Comuni italiani, ha sempre reso accessibile il servizio di refezione scolastica agli alunni che frequentano le scuole pescaresi. La mensa non può diventare accessibile solo alle famiglie ricche».