Protesta in piazza contro il caro bollette di luce e gas

PESCARA. «Ci avevano raccontato che con la liberalizzazione avremmo risparmiato e invece abbiamo guadagnato solo centinaia di telefonate al giorno per convincerci a passare da un gestore a un altro»....
PESCARA. «Ci avevano raccontato che con la liberalizzazione avremmo risparmiato e invece abbiamo guadagnato solo centinaia di telefonate al giorno per convincerci a passare da un gestore a un altro». Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista, affiancato dal segretario provinciale Corrado Di Sante, punta i riflettori sugli aumenti delle bollette di luce e gas scattati dal primo luglio e sulle conseguenze legate al passaggio al mercato libero dal prossimo primo gennaio 2023.
«Il premier Draghi blocchi subito gli aumenti», dice Acerbo, «perché siamo in emergenza e non vale solo per le grandi aziende a cui il governo si prepara a regalare più di 200 miliardi di euro, senza invece fare alcun tipo di provvedimento sociale e anzi sbloccando licenziamenti e sfratti».
Secondo le stime dell'Unione nazionale consumatori citata da Acerbo, l'aumento, del 9,9 per cento per la luce e del 15,3 per il gas, inciderà su ogni famiglia per oltre 200 euro l'anno, con 56 euro in più per la luce e 158 euro per il gas.
«Siamo di fronte alla dittatura dei ricchi», accusa il segretario nazionale Acerbo, «noi chiediamo a tutti i partiti presenti in Parlamento di votare un provvedimento che revochi gli aumenti e un altro che blocchi la norma che scatterà a fine 2022 e che prevede che tutti gli utenti saranno costretti a passare al mercato libero, non tutelato». (m.pa.)
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