Protesta Patanello: «Io, cacciato dopo 20 anni di festa»

7 Febbraio 2015

Francavilla, scoppia la polemica alla vigilia della prima sfilata Cambiato lo storico attore che ha impersonato la maschera

FRANCAVILLA. Alla vigilia della prima sfilata dei carri del 60° Carnevale d’Abruzzo (che si terrà domani pomeriggio nelle strade del centro), esplode la polemica su Patanello, la maschera simbolo del Carnevale di Francavilla. Ad accendere la miccia è l’attore Rolando Borgia, che dal 1997 fino all’ultima edizione della manifestazione, è stato il primo e unico interprete del personaggio di Patanello. Quest’anno, però, è stato “licenziato” a sorpresa. L’associazione Carnevale, infatti, ha deciso che quest’anno, a indossare in sua vece i panni del gaudente viveur dal look sgargiante (ispirato al mascherone dipinto nel 1957 dall’artista napoletano Enrico Cajati che ha sempre simboleggiato il Carnevale francavillese) sia Giovanni Piazza, attore della Commedia dell’Arte. In una lettera al Carnevale d’Abruzzo, Borgia esprime tutta la sua amarezza.

«Mi vedo a mia insaputa e mio malgrado, costretto a deporre la maschera, oltre che la faccia, che ha per oltre vent’anni divertito la folla vivace e festante dello storico Carnevale d’Abruzzo di Francavilla» scrive, rammaricato, l’attore. «Resto con il rimpianto di non comprendere un ammutinamento repentino e a mio avviso ingiustificato, tanto è stata la mia personale passione e professionalità nel vestire e sentire la maschera del primo e unico Patanello. La stessa che ora, quasi nascondendosi esce mestamente di scena per entrare nella memoria della gente e del sottoscritto, che per tanto tempo ha condiviso: buffonerie, piacevolezze, riso amaro e salamelecchi! Conserverò come ricordi indelebili gli spettacoli esilaranti, gli incontri con culture differenti, l’operosità e la pazienza delle maestranze, l’affanno dei carristi, i colori vividi della maschera dipinta da Cajati, l’ospitalità di tanta gente sincera, la memoria storica del Carnevale, Giuseppe Iacone», prosegue Borgia, «la luce del sole e della neve durante quei formidabili giorni, e delle persone che non sono più tra di noi. Manterrò vivo il ricordo di organizzatori e pseudo tali» aggiunge, senza nascondere un pizzico di polemica, «delle bande musicali perfette e altre comiche, ma sempre affascinanti, così come non dimenticherò mai le famiglie e i tanti bambini affacciati ai balconi in attesa di un semplice gesto omaggiante. In definitiva, il sogno di tutta la gente che ci ha seguito per anni accorrendo puntuale ad ogni sfilata. Un augurio, quindi, all’associazione Carnevale d’Abruzzo per le sfilate future», conclude l’attore, per poi congedarsi dall’associazione, all’insegna del graffiante saluto: «Io buffone Re voi solo...».

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