Protezioni in dono nel nome del gip Redaelli

La onlus intitolata al giudice di Chieti scomparso a 50 anni ha regalato apparecchi e mascherine
PESCARA. «Un passo alla volta»: era il motto di Antonella Redaelli, stimato e apprezzato magistrato del tribunale di Chieti, scomparso prematuramente a soli 50 anni per una malattia oncologica. Ed è lo stesso motto che diede vita all'"Associazione Antonella Redaelli Onlus", nata con il fine di sostenere la ricerca e l'assistenza ai malati oncologici. Lo scorso mese di dicembre, quando non era ancora esplosa l'emergenza Covid, l'associazione, in sinergia con l'Associazione nazionale magistrati, ha voluto ricordare la tenacia e la dignità del magistrato anche durante quella brutta malattia, con un evento di musica in un teatro Marrucino pieno di amici, colleghi e parenti del magistrato, molto conosciuto a Chieti, conferendo fra l'altro una borsa di studio ad un giovane medico oncologo dell'ospedale di Chieti.
In quella circostanza vennero raccolti 10mila euro che, in piena pandemia e con un gesto estremamente importante e denso di significato, l'associazione ha voluto donare interamente a delle strutture pubbliche, nel tentativo di dare un prezioso contributo in un momento dove reperire dispositivi di sicurezza era piuttosto difficile. Un gesto che ha voluto rispecchiare anche quella che era la personalità di Antonella Redaelli, magistrato e donna pragmatica, ma anche molto generosa, che certamente avrebbe voluto essere ricordata con il fare più che con le parole. E così l'associazione ha deciso di donare quattro pompe volumetriche al reparto di oncologia dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti, allargando la sua donazione anche al tribunale di Pescara con 1.650 mascherine chirurgiche e 200 mascherine di protezione respiratoria FFP2. «Un intervento molto importante», spiega il dirigente della procura di Pescara, la dottoressa Emanuela Zennarini, «anche perché è arrivato in un momento particolare quando, pur avendo a disposizione i fondi per l'acquisto dei dispositivi di protezione che l'amministrazione centrale aveva fatto pervenire a tempo di record, non era possibile reperirli sul mercato. Quella donazione è stata dunque una vera manna dal cielo che ci ha permesso di coprire le necessità del personale addetto al pubblico e di quello delle forze di polizia giudiziaria. Ci sono arrivati anche 31 pannelli di plexiglass per le cancellerie che stanno ricevendo gli utenti».
E in uno spirito di grande collaborazione, visto anche che il magistrato Redaelli era in servizio proprio a Chieti, il procuratore aggiunto di Pescara, Anna Rita Mantini, ha deciso che una parte di quei dispositivi di protezione venissero distribuiti anche al tribunale teatino. E così 500 mascherine chirurgiche e 70 FFP2 sono arrivate a Palazzo di giustizia di Chieti, così come altre 100 mascherine inoltrate alla procura di Lanciano. Insomma, una donazione quanto mai provvidenziale e di sicuro non consueta: un soggetto privato che va a sostenere un soggetto pubblico non è cosa di tutti i giorni.
Ma in tempo di coronavirus ci sta anche questo: che il privato vada a tamponare una necessità del pubblico che, seppur dotato di fondi, nella fase più delicata della pandemia ha dovuto subire le stesse problematiche di tutti, legate alle carenze del mercato relativamente a quel tipo di materiale, indispensabile per affrontare la quotidianità e salvaguardare i dipendenti pubblici.
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