Psicoterapia, pazienti in rivolta Presentati tre esposti al Nas
PESCARA. No alle visite settimanali di psicoterapia? E i pazienti del Centro di salute mentale chiamano i Nas. Tre dei 13 esposti inviati alla magistratura nei giorni scorsi sono stati consegnati ai...
PESCARA. No alle visite settimanali di psicoterapia? E i pazienti del Centro di salute mentale chiamano i Nas. Tre dei 13 esposti inviati alla magistratura nei giorni scorsi sono stati consegnati ai carabinieri del Nucleo antisofisticazione e salute pubblica (Nas), negli uffici di piazza Italia, allo scopo di sollecitare una indagine per capire quali siano le motivazioni che hanno condotto il direttore del Csm dell'ex clinica Baiocchi, Marilisa Amorosi, a riorganizzare il calendario degli appuntamenti di psicoterapia che da gennaio hanno cadenza periodica e non settimanale o bisettimanale, come chiedono i pazienti e come avveniva fino al dicembre scorso.
E' l'ultimo atto, in ordine di tempo, di una situazione che sta diventando sempre più esplosiva perché le condizioni di salute dei malati stanno peggiorando. I pazienti, affetti da disturbi depressivi di varia natura, in parte conseguenza di abusi sessuali subiti nella prima infanzia, in attesa delle cure da più di due mesi, denunciano attacchi di panico, ansia, difficoltà respiratorie, paura di uscire di casa, minacce di suicidio.
Hanno provato più volte a fare le prenotazioni delle visite al Cup (Centro unico di prenotazione) del distretto sanitario Pescara nord, sulla Nazionale, ma i sistemi informatici programmano visite periodiche anche fino a quattro mesi di attesa. Chi ci ha provato a dicembre si è sentito rispondere marzo, chi ci ha provato a gennaio si è sentito rispondere aprile, maggio, giugno. Una sola persona, la madre di un giovane che di recente ha avviato le terapie, è riuscita a ottenere 12 visite non consecutive fino a giugno, invece delle 8 previste dall’impegnativa del medico di famiglia.
E' stata la stessa Amorosi a farmi il favore», come la stessa signora ha riferito dopo il colloquio con il direttore del Csm avvenuto il 22 febbraio scorso- di inserire gli appuntamenti richiesti nel calendario delle prenotazioni". Uno degli appuntamenti sarebbe stato inserito retrodatato al 3 febbraio scorso. Tutto questo mentre i pazienti di vecchia data battagliano per riavere una programmazione cadenzata delle terapie delle quali dicono di «aver bisogno come l'aria», altrimenti «rischiamo la vita». Invece, da due mesi assistono a «rimpalli di responsabilità da parte di chi deve decidere il ritorno al vecchio servizio di erogazione delle visite fino a dicembre decise con i nostri terapisti di fiducia, a giochi omissivi sulla nostra pelle».
Hanno chiesto l'intervento dei vertici della Asl e dell'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci. Ma l'unica risposta è arrivata dal direttore del dipartimento del Centro di salute mentale Sabatino Trotta che ha intimato, senza successo, alla Amorosi il «ripristino del vecchio sistema di erogazione delle prestazioni per i pazienti in carico».
Su questo stato di calma piatta, i 20 pazienti, che hanno inoltrato diversi esposti alla Procura con l'accusa di interruzione di pubblico servizio e lesioni volontarie, si chiedono «come sia possibile che una figura subalterna possa disattendere un ordine del capo dipartimento. Noi stiamo sempre più male», accusano, «mentre loro traccheggiano e ci chiedono tempo. Quanto tempo ci vuole per premere un pulsante sul computer e ridarci le nostre prenotazioni settimanali? Stanno forse aspettando il morto? Noi paghiamo per queste visite, non ce le danno gratis. In questo modo, ci stanno costringendo a ricorrere ai medici privati a pagamento e non ce lo possiamo permettere».
Nel 2016, il Cup avrebbe erogato 934 prestazioni di psicoterapia per le quali gli utenti pagano un ticket di 46 euro, ossia 5 euro e 75 a visita. Con la nuova organizzazione, che rallenta i tempi delle visite perché si possono prenotare solo periodicamente, si prevederebbe un calo di qualche centinaio di prenotazioni e di conseguenza un crollo degli incassi per la Asl? Nel frattempo proseguono le prestazioni intramoenia a pagamento, 70 euro a seduta e vanno avanti al Csm anche i colloqui psicologici diagnostici a 29 euro e 16 centesimi a visita. Il ricorso ai Nas è «solo l'ultimo atto di una situazione vergognosa che dimostra indifferenza e cinismo da parte di medici che dovrebbero tutelare la salute dei pazienti e non ostacolare le loro cure».
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