«Puniremo i colpevoli di assenteismo»

1 Novembre 2018

Provincia e Ambiente interviene sui dipendenti indagati: «Eventuali responsabilità avranno rilievo penale e disciplinare»

PESCARA. Nell'inchiesta sull'assenteismo alla società Provincia e Ambiente, partecipata dal socio unico Provincia di Pescara, intervengono con una nota congiunta sia il presidente della società sotto inchiesta, l'avvocato Fabio Di Paolo, sia Silvina Sarra, che al momento svolge le funzioni di presidente della Provincia.
Nell'esprimere piena fiducia nel lavoro della magistratura, i due presidenti «si riservano di assumere i più opportuni provvedimenti a tutela dell'immagine e della reputazione della società che, in questa vicenda, è certamente da ritenersi persona offesa e in questa veste si tutelerà nelle sedi opportune».
«Attendiamo che le indagini della magistratura», aggiunge la nota congiunta, «siano concluse per conoscere le determinazioni del pubblico ministero e per valutare se emergano elementi di responsabilità a carico dei dipendenti della società Provincia e Ambiente, tali da costituire rilievo non solo penale, ma anche disciplinare».
Il diffuso malcostume dell'assenteismo, stando all'inchiesta, risulterebbe estremamente diffuso nella società finita nel mirino della procura e dei carabinieri, considerato che sotto inchiesta si troverebbero una ventina di dipendenti che rappresentano oltre il 90 per cento del personale dell'intera struttura. Una situazione che chiama direttamente in causa anche chi aveva il dovere di effettuare i controlli sul personale.
Ma un campanello d'allarme, e anche piuttosto evidente, era giunto in società già nell'aprile scorso, quando i militari dell'arma si recarono negli uffici del personale di Provincia e Ambiente, per acquisire tutta la documentazione relativa all'utilizzo dei mezzi di servizio da parte dei dipendenti. Il fine era piuttosto evidente: confrontare i documenti ufficiali dell'ufficio, dove venivano registrati tutti i vari spostamenti dei dipendenti in servizio, con i risultati dell'intensa attività investigativa che era già stata svolta dai carabinieri. Pedinamenti, riprese filmate e fotografiche e persino strumenti sofisticati installati sulle autovetture di proprietà di Provincia e Ambiente, per verificare se i singoli dipendenti avevano rispettato o no i compiti d'ufficio: e cioè se effettivamente si erano recati, quel giorno e a quell'ora, a effettuare le verifiche sulla documentazione in possesso degli utenti, in relazione all'obbligatorio controllo annuale sulle caldaie. Un passaggio necessario per gli investigatori, per arrivare poi a contestare agli assenteisti indagati (tutti rispondono di truffa aggravata e alcuni anche di peculato per l'utilizzo improprio dell'autovettura di servizio) i vari episodi di cui si sarebbero resi protagonisti. Invece di essere intenti alle attività d'ufficio, sarebbero stati infatti trovati occupati in faccende personali e molto spesso nelle proprie abitazioni.
E dire che il presidente di Provincia e Ambiente, l'avvocato Di Paolo, con largo anticipo si era organizzato per sostituire il sistema di controllo del personale della società. «Da circa sei mesi», precisa Di Paolo, «abbiamo sostituito l'ormai obsoleto orologio marcatempo, installando negli uffici un sistema più moderno per il controllo delle presenze: un marcatore digitale, proprio per evitare quel malcostume piuttosto diffuso nelle pubbliche amministrazioni, di chi timbra magari il badget del collega o altri éscamotage del genere.
Avevamo già programmato questa operazione anticipando anche le intenzioni della ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Buongiorno, e dunque senza attendere una norma che obbliga a questo tipo di rilevazione delle presenze». E infatti gli episodi contestati agli indagati sarebbero relativi a un periodo di tempo di circa sei mesi, compreso tra luglio dello scorso anno e gennaio di quest'anno. Poi, evidentemente, il nuovo sistema di controllo ha fatto desistere gli irriducibili assenteisti.