Punto nascita chiuso, Frisa: «Ora il sindaco denunci la Regione»

11 Luglio 2015

Il comitato per la sanità vestina insorge per l’ennesima volta contro le decisioni di ridimensionamento dell’ospedale San Massimo di Penne assunte dalla Regione Abruzzo. A far scattare l’allarme,...

Il comitato per la sanità vestina insorge per l’ennesima volta contro le decisioni di ridimensionamento dell’ospedale San Massimo di Penne assunte dalla Regione Abruzzo. A far scattare l’allarme, stavolta, è l’atto ufficiale con cui la Asl di Pescara ha fissato al 15 novembre la data di disattivazione del punto nascita dell’ospedale pennese.

«La Regione sta mettendo a serio rischio la salute di tutti i cittadini di quest’area» - commenta il portavoce del movimento per la sanità vestina, Gabriele Frisa. «Invitiamo il sindaco di Penne Rocco D'Alfonso a denunciare il presidente della Regione Abruzzo, l'assessore alla Sanità e tutta la giunta perché stanno negando il diritto alla salute ai cittadini. L'ospedale San Massimo è sul punto di essere smantellato definitivamente - prosegue Frisa. Ogni giorno il direttore generale della Asl, Claudio D'Amario, pianifica chiusure temporanee di reparti che poi diventano chiusure definitive in quanto i servizi non raggiungono i numeri necessari per rimanere operativi, così come accaduto per il punto nascita. Il comitato di lotta e protesta invita tutte le forze d'opposizione del Consiglio comunale pennese a presentare una mozione sulla possibilità di sporgere denuncia nei confronti dei vertici regionali e sanitari per il mancato rispetto del diritto alla salute nei confronti dei cittadini dell’area vestina», conclude il portavoce del movimento per la sanità. Mentre si programmano azioni di protesta c’è il dato certo che tra quattro mesi circa non ci saranno più parti all’interno dell’ospedale San Massimo, visto che i numeri del percorso nascite di Penne (e lo stesso si dica di Atri, Ortona e Sulmona), sono al di sotto degli standard previsti. E non è il primo taglio. Negli ultimi anni il San Massimo ha pagato dazio in termini di posti letto e personale medico ed infermieristico, con un indebolimento dei reparti. La deroga invocata in questi mesi per sospendere il procedimento di chiusura del reparto nascite non è stata accolta e a nulla è valsa l’osservazione sulle difficoltà a raggiungere Pescara, a causa della viabilità disastrata.

(f.bel.)

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