Pupillo: catastrofe sociale per l’Abruzzo

Reazioni di sconcerto all’annuncio dell’azienda. Melilla: inaccettabile. I sindacati: salviamo gli operai
ATESSA. «L’annuncio della chiusura dello stabilimento di Atessa, dalla prossima primavera, è una catastrofe sociale, economica e industriale per l’Abruzzo, la provincia di Chieti e l’intero comprensorio frentano». Lo dice Mario Pupillo, sindaco di Lanciano e presidente della Provincia, a poche ore dalla comunicazione fatta dall’azienda ai sindacati in un incontro informale al Castel di Septe, a Mozzagrogna. «È una notizia che non avremmo mai voluto ricevere», prosegue Pupillo, «i 60 giorni di sciopero continuo, una lotta nel segno della solidarietà che ha visto stringersi un intero territorio intorno al coraggio e alla determinazione dei lavoratori, meritavano ben altro finale». Le reazioni che si susseguono dopo l’annuncio della chiusura sono tantissime. In un’interrogazione -a prima firma Bersani- presentata al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, 29 parlamentari chiedono l’intervento del Governo per chiedere «un ripensamento della scelta» alla Honeywell e «l’apertura di un tavolo negoziale». «L’irresponsabilità e il mancato rispetto del sindacato e delle istituzioni italiane non può passare senza una forte reazione», sostiene il segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli. «Occorre tornare indietro sull’annuncio di cessazione per garantire il mantenimento dell’attività produttiva dello stabilimento e il reddito dei lavoratori», interviene Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil. La decisione di chiudere il sito di Atessa «è inaccettabile» per Gianni Melilla, deputato di Articolo uno-Mdp, che evidenzia «il dramma umano che vivono adesso gli operai, già duramente provati da due mesi ininterrotti di sciopero. I sindacati, la Regione e il Governo devono concordare una strategia per contrastare la scelta dell’azienda». «Ora non si lasci da soli i lavoratori della Honeywell», afferma il segretario regionale dell’Udc e sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «lavoratori che, negli anni, hanno fatto grande questa azienda e che ora si sono visti chiudere la porta in faccia». «È un altro duro colpo all’occupazione abruzzese», interviene la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, «chiediamo al Governo e al ministro Calenda di insistere con gli sforzi già avviati per portare la multinazionale a riconsiderare una decisione così amara per l’economia del territorio». (s.so.)

