Quanto litigano i pescaresi Migliaia di chiamate al 112

26 Gennaio 2018

Si discute ovunque: dentro casa, nel condominio, a scuola, tra gli amici Reati: smascherati 337 truffatori, anziani vittime di falsi corrieri e avvocati 

PESCARA. Meno reati. Furti e rapine in calo. Attività dei carabinieri in aumento. E poi un rapporto costante con i cittadini, che passano il tempo a litigare e che si rivolgono alle caserme anche solo per chiedere informazioni e consigli. Nel 2017 è stato registrato un «trend positivo», in provincia di Pescara: lo dicono i dati dei carabinieri che parlano di una riduzione dei reati rispetto al 2016 dell’11 per cento (sono passati da 14.549 a 12.961 e nel 72 per cento dei casi se n’è occupata l’Arma). È il colonnello Marco Riscaldati, comandante provinciale, affiancato dal colonnello Gaetano La Rocca, comandante del Reparto operativo, a tracciare il bilancio dell’anno che si è concluso da poco. E i risultati sono ancorati a quelle 235mila ore di servizio svolte dai carabinieri sul territorio, con 72 servizi al giorno in strada che hanno portato a controllare quasi centomila persone e circa 77mila mezzi, rispettivamente il 4% e il 3% in più del 2016, facendo un’attività preventiva concreta, senza limitarsi «a girare con le pattuglie».
Guardando ai reati consumati in provincia, segnati per lo più da ciò che avviene a Pescara e Montesilvano, il calo è stato «generale». Ma la flessione «più significativa», fa notare Riscaldati, riguarda i furti e le rapine ai danni degli esercizi commerciali e per lo più «farmacie, tabaccai, supermercati, edicole», solo per dirne alcuni, che sono le attività «più vulnerabili ed esposte», insieme ai locali che possono essere colpiti di notte, come «pizzerie, ristoranti e lidi». Il segno meno si attesta attorno «al 30 per cento» e questo è il dato che ha avuto «un exploit migliore» perché è il frutto «degli incontri tra le forze dell’ordine e le associazioni di categoria e delle sinergie attivate» per contrastare i ladri.
«Si è investito sulla sicurezza, nelle attività si è puntato su videosorveglianza e telecamere», che agevolano le indagini in caso di furti e rapine. «E i risultati ci sono stati», dice Riscaldati ammettendo che c’è stato anche un «maggiore controllo» da parte delle forze di polizia.
Il resto lo fanno gli arresti dei rapinatori (di recente una coppia formata da padre e figlia) la cui azione viene bloccata nel momento in cui vengono presi.
Più in generale le rapine sono diminuite del 7% e i furti in generale del 10%. Da sottolineare che il calo dei furti in provincia interessa anche i colpi in casa e sulle auto mentre c’è stato un aumento dei furti di veicoli (più 2 per cento, l’unico con il segno più), un dato da ricondurre «alla criminalità che arriva da fuori».
Se c’è un elemento che «caratterizza» Pescara è lo spaccio di droga, ma c’è anche un’altra particolarità ed è «l’alta litigiosità». Si discute animosamente «a casa, nel condominio, a scuola, tra amici» e da questo punto di vista una «funzione importante di mediazione viene svolta dal comandante di stazione». Il ruolo dell’Arma è avvertito come fondamentale dai cittadini anche per altro, e lo rivelano i numeri: le telefonate al 112 sono state 558 al giorno e circa 45mila persone hanno raggiunto le 25 caserme della provincia. Sono state 20mila le persone che hanno bussato solo per chiedere informazioni e consigli, 18mila quelle che hanno presentato denuncia di smarrimento e proprio su questo Riscaldati invita a «cercare bene l’oggetto smarrito, prima di presentare denuncia perché potrebbe spuntare fuori».
Sono state 2500 le persone denunciate e arrestate, con sequestri di armi, munizioni e droga e l’Arma si è occupata di smascherare molti truffatori (337), specie ai danni degli anziani, presi di mira da finti avvocati e appartenenti alle forze dell’ordine, ma anche finti corrieri, di cui diffidare. Da non sottovalutare, per Riscaldati, le misure di prevenzione, che sono «limitative» per l’individuo (sono state 67 le proposte di avviso orale e sorveglianza speciale). Tanti i servizi per l’ordine pubblico, in particolare per «le partite di calcio delle categorie minori» e i controlli alla circolazione stradale.