Quaranta testimoni contro gli ex politici

23 Settembre 2014

Conto alla rovescia per la prima udienza del processo a Roselli e Ranghelli, l’accusa parte con investigatori e consulenti

SPOLTORE. Le indagini sono partite con i primi esposti risalenti al 2009; il 25 luglio 2011 è stato il giorno degli arresti che hanno scosso Spoltore; tre anni dopo, alle 10 di giovedì, nell’aula 1 del tribunale di Pescara inizierà il processo a carico dell’ex presidente del consiglio regionale Marino Roselli, dell’ex sindaco Franco Ranghelli e altri 8 tra politici e imprenditori di una cittadina che in 15 anni ha triplicato i suoi residenti sull’onda del boom dell’edilizia. Sarà una giornata dedicata all’accusa con i primi testimoni chiamati dal pm Gennaro Varone per dimostrare l’esistenza di quello che, nei primi atti d’indagine, è stato definito «un gruppo di potere consolidato che pone in essere un’attività sistematica volta a condizionare le scelte amministrative e politiche del Comune». È la cabina di regia, così nel gergo degli ex amministratori di Spoltore, cioè la «prassi» di incontrarsi al bar per decidere «tra un aperitivo e l’altro» le linee guida della politica, a partire dall’urbanistica. Fra due giorni, i primi testimoni saranno gli ispettori della forestale Michele Brunozzi, Angelo Alfonsi ed Enrico Bernabei che hanno indagato sul presunto malaffare in municipio. «Un sistema di corruzione endemico», questa la tesi degli investigatori, «non si tratta più della semplice “mazzetta” ma di un sistema evoluto in cui la “cabina di regia” distribuisce utilità in base alle necessità dei partecipanti, in un luogo in cui la pubblica amministrazione è gestita da una politica asservita agli interessi personali». I tre della forestale riveleranno ancora il loro significato della cabina di regia: «Si riunisce in luoghi pubblici come bar, ristoranti, locali di ricreazione e uffici privati e tra un aperitivo e l’altro decide delle sorti del cittadino di Spoltore, decidendo quali margini di guadagno distribuire a questo o a quello, con sensibili ritorni economici ed elettorali per ogni partecipante alla predetta “cabina di regia”».

Sempre giovedì, saranno ascoltati due consulenti tecnici del pm, gli ingegneri di Torino Lorenzo D’Amore e Giuseppe Bisceglie che hanno passato al setaccio l’accordo di programma del cimitero – che investigatori e procura considerano un presunto favore all’imprenditore Alessandro D’Onofrio – e del piano di recupero della Villa Costruzioni – che, per l’accusa, è stato redatto da Roselli «nell’ombra» sfruttando un prestanome per continuare a «sponsorizzarne» il costruttore.

Sarà un’udienza fiume: tra i testimoni dell’accusa anche i 4 redattori del Prg Vincenzo Cerritelli, Pasquale Felicetti, Tiziano Cetrano e Fabio Marulli: secondo forestale e pm, la politica di Spoltore ha tentato di revocare i loro incarichi per inserire nell’ufficio del Piano architetti e ingegneri «amici». Su questo versante, ma nelle prossime udienze, davanti al giudice Antonella Di Carlo, sfileranno anche l’attuale sindaco Luciano Di Lorito, autore di uno degli esposti sugli incarichi del Prg, e altri amministratori di Spoltore, il preside della facoltà di Architettura della D’Annunzio Alberto Clementi e Roberto Mascarucci, docente universitario e coordinatore del gruppo che avrebbe dovuto studiare il Prg. Tra i prossimi testi anche un gruppo di residenti che ha comprato sottotetti trasformati da locali di sgombero in mansarde.

Il processo sulla cabina di regia si incrocerà con quello sul centro commerciale Citymoda a Santa Teresa di Spoltore: il 20 novembre ci sarà la seconda udienza sui presunti favori nelle aperture dei negozi.

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