Quarantena: chi deve farla se contatta un contagiato

3 Gennaio 2022

Gli obblighi cambiano se si è no vax, se si hanno una o due dosi, oppure tre Esentato solo chi ha fatto la terza somministrazione o due da meno di 4 mesi

PESCARA. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto Covid, sono cambiate le regole per la quarantena dopo il contatto con un positivo e c’è differenza per vaccinati e non vaccinati.
In caso di contatti stretti con un positivo, i no vax devono restare 10 giorni in isolamento e poi fare un tampone.
Isolamento di 5 giorni e tampone (anche antigenico) per chi ha fatto le due dosi da più di 120 giorni (quindi più di 4 mesi). Nessuna quarantena ma obbligo di mascherina Ffp2 per chi ha la terza dose, ma non solo.
1) Non vaccinati
In caso di contatti stretti (definiti “ad alto rischio”) con un positivo al Covid, per una persona non vaccinata le regole non cambiano: dovrà sempre osservare una quarantena di 10 giorni e alla fine di questo periodo fare un test molecolare o antigenico. Per uscire dall’isolamento, il risultato dovrà essere negativo.
2) Vaccinati con una sola dose Dieci giorni di quarantena e poi tampone anche per chi non ha completato il ciclo vaccinale primario (ad esempio ha fatto solo una dose delle due previste dal ciclo primario) ma anche per chi ha fatto le due dosi di vaccino da meno di 14 giorni.
Vaccinati con due dosi Le regole cambiano, invece, per chi si è vaccinato con due dosi. Chi ha ricevuto le due dosi di vaccino da più di 120 giorni (quindi più di 4 mesi), e ha il Green pass ancora valido, se è asintomatico dovrà restare in quarantena per 5 giorni e alla fine di questo periodo deve avere un test molecolare o antigenico con risultato negativo.
3) LA TERZA DOSE Una persona che ha ricevuto la dose booster (terza dose) ed è asintomatica, dopo il contatto con un positivo, non dovrà restare in quarantena: per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al contatto, però, ha l’obbligo di indossare mascherine di tipo Ffp2.
La stessa cosa vale per chi ha ricevuto le due dosi di vaccino nei 120 giorni precedenti (quindi da meno di 4 mesi) o per chi è guarito dal Covid sempre nei 120 giorni precedenti, ma dovrà sempre essere asintomatico.
Se si dovesse risultare positivi dopo aver ricevuto la terza dose, o dopo aver completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni, l’isolamento può essere ridotto da 10 a 7 giorni “purché i soggetti siano sempre stati asintomatici”, si legge nella circolare di chiarimento del ministero della Salute, “o risultino asintomatici da almeno 3 giorni e alla condizione che, al termine di tale periodo, risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo”.
4) L’autosorveglianza Le persone asintomatiche, dopo un contatto stretto con un positivo che rientrano in questi tre casi (terza dose fatta, due dosi fatte da meno di 4 mesi o guarigione dal Covid nei 120 giorni precedenti) è previsto anche un periodo di “autosorveglianza”, che termina dopo 5 giorni dal contatto con il positivo, sempre se si resta asintomatici. Nel caso in cui compaiano dei sintomi, invece, si deve subito effettuare un test antigenico rapido o molecolare e, se ancora sintomatici, rifarlo anche al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto con un positivo.
5) I CONTATTI NON RISCHIOSI Il ministero della Salute ha anche specificato che, in caso di contatti “a basso rischio”, “non è necessaria la quarantena ma dovranno essere mantenute le comuni precauzioni igienico-sanitarie. Se non è stato possibile garantire l’uso della mascherina, tali contatti dovranno sottostare a sorveglianza passiva. Ma quali sono concretamente i contatti definibili “a basso rischio”? Ad esempio, una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid a una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti; oppure una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio un’aula, una sala riunioni o la sala d'attesa dell'ospedale) o che ha viaggiato con un caso Covid per meno di 15 minuti. Ma questo discorso vale anche per tutti i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso Covid, per un operatore sanitario o un’altra persona che fornisce assistenza diretta a un caso Covid, oppure per il personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid provvisto dei dispositivi di protezione raccomandati. Nell’ultima circolare il ministero della Salute ha specificato che gli operatori sanitari devono eseguire tamponi “su base giornaliera fino al quinto giorno dall’ultimo contatto con un soggetto positivo al Covid”. (d.b.)