Quarta dose, frenata degli esperti

16 Gennaio 2022

Parla il responsabile della strategia vaccinale Ema: «Va bene solo per i fragili»

PESCARA. Quarta dose sì, quarta dose no: il dibattito è partito in tutto il mondo, con alcuni paesi che già hanno avviato la campagna di somministrazione del secondo richiamo “booster” per fronteggiare il fisiologico calo della copertura vaccinale dopo alcuni mesi, mentre le istituzioni europee frenano.
«Non possiamo continuare con booster ogni 3-4 mesi», dice il capo della strategia vaccinale dell’Agenzia europea per i medicinali Ema, Marco Cavaleri, «non abbiamo ancora dati sulla quarta dose per poterci esprimere, ma ci preoccupa una strategia che prevede di andare avanti con le vaccinazioni a distanza di poco tempo. Ovviamente quando si tratta di vulnerabili, e persone immunodepresse, è un caso diverso e per loro la quarta dose più essere considerata già da ora.
Continua l’esperto, spiegando più dettagliatamente: «Sta emergendo il confronto su una seconda dose di richiamo (cioè la quarta dose, ndr) con gli stessi vaccini attualmente in uso. Non sono stati ancora generati dati a sostegno di questo approccio. Tuttavia, mentre l’uso di una quarta dose potrebbe essere considerato parte di una piano di contingenza, le vaccinazioni ripetute a breve tempo di distanza non rappresenterebbero una strategia sostenibile a lungo termine».
Sul tema della quarta dose del vaccino anti-Covid si è espresso anche Sergio Abrignani, immunologo dell'università Statale di Milano, che avverte sulle possibili conseguenze sull’organismo: «Non ha molto senso ripetere una quarta dose a 2-3 mesi dalla terza con un preparato non aggiornato. Anzi, le immunizzazioni ripetute in tempi ravvicinati a volte producono lo spegnimento della risposta immunitaria».
Come spiega lo stesso Abrignani, «L’Europa e l’Italia aspettano quindi i dati di Israele, che è uno dei paesi che ha già iniziato a somministrare la quarta dose ad un’ampia fetta della popolazione». (u.c.)