Quartiere sotto choc per Giuliano il 63enne morto giocando a padel

Sposato e padre di due figlie, Napoletano aveva un’impresa di falegnameria in via Manin dove abitava Il cordoglio dei dipendenti e dei frequentatori del vicino bar: persona gentilissima, siamo senza parole
MONTESILVANO. È un quartiere sotto shock quello della zona sud di via Verrotti che ieri mattina si è svegliato con una terribile notizia: uno dei suoi residenti, Giuliano Napoletano, è morto a 63 anni mentre stava giocando a padel. La tragedia si è consumata giovedì intorno alle 22.30, quando il montesilvanese stava disputando una partita in compagnia di alcuni amici in uno dei campi da gioco del centro sportivo PescaraDue di strada del Palazzo. All’improvviso, però, si è accasciato a terra e tutti i tentativi di rianimarlo non hanno dato l’esito sperato. I soccorsi, immediatamente allertati, hanno visto l’arrivo di due ambulanze nell’impianto sportivo, di cui una giunta sul posto dopo appena tre minuti. Ma il medico e gli operatori del 118 non hanno potuto fare nulla per mantenere in vita lo sportivo che è arrivato all'ospedale di Pescara ormai morto.
La notizia della scomparsa improvvisa di Napoletano si è diffusa velocemente ieri mattina nel quartiere dove l’uomo viveva in via Manin e dove svolgeva la sua attività di artigiano. Il montesilvanese era titolare di un’impresa di falegnameria specializzata in tetti per il settore edile, la cui sede era proprio nella piccola traversa che collega via Verrotti a via Saragat e dove, anche dall’esterno, sono ben visibili le opere della moglie artista Rossella Amoretti, che condivideva il laboratorio con il marito occupandosi di creazioni artistiche in legno e materiali di riciclo.
A piangere la scomparsa dell’uomo, oltre alla consorte, anche le figlie Giorgia e Gabriela, i generi Lorenzo e Manuel, e la nipotina Anna Elettra che aveva donato a Napoletano la gioia di essere nonno. Particolarmente turbati e increduli, nella giornata di ieri, anche i dipendenti e i frequentatori del bar Café Café di via Verrotti, a poche decine di metri dall’abitazione dell’uomo, dove l’artigiano, grande amante di cani e gatti, si recava ogni giorno a prendere il caffè.
«Giuliano veniva ogni giorno», racconta con commozione una delle bariste dell’attività, «a volte anche più di una volta al giorno, prendeva il caffè, leggeva il giornale, scambiava due chiacchiere con noi e con gli altri clienti abituali del bar e poi andava via. Era una persona solare e gentilissima. A volte si presentava qui al bar con gli arrosticini che aveva appena cotto per farceli assaggiare e ogni sera, se all’orario di chiusura si trovava qui intorno a portare a spasso il cane, si fermava per aiutarci a rientrare tavoli e sedie. Questa mattina, quando abbiamo letto la notizia della sua morte sul giornale, siamo rimasti tutti senza parole. Ancora facciamo difficoltà a credere che Giuliano non ci sia più».
Intanto non è ancora stata resa nota la data del funerale, perché la salma non è ancora stata restituita ai familiari. Non è escluso che possa essere disposta l’autopsia.

