Quarto incendio in pochi giorni A Rosciano è caccia al piromane

A fuoco la stessa zona già colpita domenica scorsa, nuovo intervento con l’elicottero per spegnerlo Operazioni coordinate dal sindaco Palozzo. Si sospetta che siano roghi dolosi, indagini in corso
ROSCIANO. Per il territorio di Rosciano, quella di ieri è stata un'altra giornata difficile sul fronte incendi. Dopo il vasto rogo divampato domenica, per spegnere il quale è stato necessario l'impiego di cinque squadre dei vigili del fuoco, una decina di automezzi e ben due canadair oltre all'elicottero, sembrava che il peggio fosse passato e la situazione fosse tornata alla normalità. E, invece, nella tarda mattinata di ieri, a causa del vento caldo, si sono riattivati due-tre focolai per cui di nuovo si è temuto che il fuoco potesse avvicinarsi alle case.
Oltre a due squadre dei vigili del fuoco e ai volontari della Protezione civile, che erano già sul posto per verificare che non ripartissero le fiamme, è stato quindi necessario far intervenire l'elicottero. E questo anche perché la zona, interessata dai roghi, sempre la stessa, è abbastanza impervia. Altri due-tre focolai sono stati spenti nel pomeriggio.
A coordinare le operazioni il Dos di Lettomanoppello. Per tutta la serata e nottata si è continuato a vigilare e a monitorare la situazione, seguita passo passo, attimo per attimo, dal sindaco Simone Palozzo, il quale ha attivato già da domenica il Coc. «Penso», sottolinea, «che resterà aperto per almeno altre 48 ore». Contemporaneamente vanno avanti serrate le indagini per fare chiarezza su questi incendi. A lavoro sia i carabinieri della stazione di Rosciano e della compagnia di Penne, che la polizia municipale con lo stesso primo cittadino. Nonostante, almeno pare, non sia stato trovato nulla che possa confermarlo, l'impressione in paese e non solo è che dietro possa esserci la mano di qualcuno. Nel giro di una settimana, ci sono stati roghi a raffica che hanno distrutto piante d'ulivo, boscaglia e danneggiato persino un'abitazione per fortuna disabitata nella zona di via Carso. E non è la prima volta che accade. «Ogni cinque-sei anni», fa presente Palozzo, «il nostro territorio viene letteralmente bersagliato». Nel luglio del 2012, quasi l'inferno. A causa di un vasto rogo, che raggiunse il centro abitato, furono evacuate addirittura 70 famiglie, 200 persone in tutto. Diverse case subirono danni, ma anche stalle e capannoni con decine di animali morti . «Quell'incendio», spiega il sindaco, «fu ancora più importante, perché c'era parecchia boscaglia. Ora invece i terreni sono più puliti. Ma la preoccupazione rimane tanta. Di qui il monitoraggio continuo».
Un monitoraggio che viene effettuato anche attraverso le telecamere presenti su tutto il territorio, in certe aree in particolare. Dalle immagini, che lo stesso sindaco, insieme alle forze dell'ordine, sta visionando, si stanno cercando elementi utili a capire come si siano sviluppati questi roghi. Allo stesso tempo, si stanno raccogliendo in giro informazioni per verificare se sia stato visto qualcuno o qualcosa. Incendi più piccoli, per lo più di sterpaglie, hanno interessato ieri notte anche il territorio di Penne e quello di Pescosansonesco. In azione due mezzi e una squadra dei vigili del fuoco. Le indagini puntano ad accertare se i vari roghi degli ultimi giorni possano essere collegati fra di loro. Se, insomma, possa esserci dietro un'unica mano. Se non per tutti, per qualcuno. Giovedì scorso, a Lettomanoppello, in pieno territorio del parco nazionale della Maiella, sono andati in fumo 80 ettari di terreno. Un paio di giorni prima, i vigili erano impegnati a Manoppello e ad Alanno.
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