«Quei 5 milioni non vanno tolti alle famiglie»

25 Aprile 2023

Anche il centrosinistra incalza Marsilio sull’emendamento taglia-aiuti. Nuova replica di FdI

L’AQUILA. «Il presidente Marco Marsilio cancella i 5 milioni che in sede di approvazione della legge finanziaria regionale e con grande fatica eravamo riusciti a fargli stanziare per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia, per pagarci i debiti della sanità prodotti dalla sua gestione».
La denuncia parte dai gruppi consiliari del Pd, Legnini Presidente, Gruppo Misto e Abruzzo in Comune, e cioè da Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Marianna Scoccia e Sandro Mariani.
«Una scelta scellerata», dicono, «che gli chiediamo di non fare, ritirando l’emendamento a sua firma e di Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia, con cui il partito della Meloni richiede l’abrogazione dell’articolo 5 della legge regionale numero 6 del 2023. Un emendamento presentato nottetempo e di nascosto dalla sua maggioranza, dalle forze in Consiglio regionale e dalla comunità abruzzese, che rappresenta un ulteriore schiaffo che gli abruzzesi non meritano. Non solo Marsilio lascia da sole famiglie e imprese a subire il peso di rincari e inflazione, ma», affermano, «le costringe anche a “pagare” i debiti prodotti dalla sua sanità, che all’utenza oltre ai disavanzi cresciuti a dismisura nonostante la mole di risorse a disposizione della Regione a causa del Covid, offre liste d’attesa insostenibili, disservizi continui, tagli e costringe i pazienti a fuggire a curarsi altrove».
Di nuovo (lo ha già fatto ieri sul Centro, rispondendo al 5 Stelle Domenico Pettinari), replica Verrecchia: «Come ho già avuto modo di chiarire, non è stata la volontà del governo regionale, ma una precisa richiesta degli Uffici del ministero dell’Economia e delle Finanze preposti al controllo sulle leggi regionali, ad imporre l’adozione dell’emendamento abrogativo. Come ben sanno anche i colleghi di minoranza», prosegue Verrecchia, «trattandosi di norma di natura programmatica, la stessa avrebbe comunque richiesto l’adozione di una specifica variazione di bilancio, volta ad assicurare la copertura finanziaria dell’intervento. Copertura che», conclude, «dopo le osservazioni del Mef, andrà rinvenuta nell’ambito delle altre dotazioni di bilancio disponibili». (c.s.)