Quel primario che vale oro conteso tra Pescara e Teramo

Il caso di Radiologia: Di Egidio in aspettativa per 6 mesi, ma vince il concorso nell’altra Asl e prende servizio All’ospedale civile stop dei trattamenti sui pazienti affetti da casi gravi di ictus: dirottati fuori provincia
PESCARA. Il primario che vale oro, quello che assicura il fiume di soldi della mobilità attiva, è conteso tra gli ospedali di Pescara e Teramo: dal 2013 Vincenzo Di Egidio, radiologo interventista di 56 anni, è il primario della Radiologia di Pescara ma è in aspettativa dall’inizio di agosto scorso e lo resterà fino all’inizio di febbraio prossimo. Nel frattempo, Di Egidio, teramano, ha vinto il concorso da primario per la Radiologia a Teramo e ha già preso servizio nello stesso reparto che ha diretto per 4 anni, tra il 2009 e il 2013. Un primario per due ospedali? Non è proprio così. Finora, è Pescara a pagare dazio per l’assenza di Di Egidio: stop ai trattamenti sui pazienti affetti da casi gravi di ictus. Lo conferma anche un documento del presidente Pd della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso: l’atto di D’Alfonso rivela che, senza Di Egidio, c’è «l’impossibilità per l’ospedale di Pescara di effettuare prestazioni di radiologia interventistica finalizzate al trattamento endovascolare dell’ictus e di molte malformazioni vascolari celebrali o spinali/aneurismi celebrali». Di conseguenza, i pazienti devono essere «dirottati» a Teramo, Ancona, San Giovanni Rotondo e L’Aquila. Trasferimenti d’urgenza e costosi che, di solito, avvengono con l’elisoccorso.
Pescara penalizzata per ora? «Di certo c’è che, per ora, alcune pratiche non si possono fare e le urgenze sono garantite altrove», dice il direttore generale Asl Claudio D’Amario, «quando le professionalità formate da Di Egidio saranno pronte torneremo competitivi e autonomi. Il gruppo che è stato costituito a partire dal 2013 va comunque avanti ed è in grado di operare al di là degli interventi speciali. Se Di Egidio tornerà, sarò contento per i cittadini altrimenti dovremo guardare fuori per trovare chi ha quelle competenze necessarie nella certezza che Pescara non può fermarsi».
Un’altra certezza è che Di Egidio ha offerto di lavorare gratis a Pescara, durante il periodo dell’aspettativa, per assicurare gli interventi d’urgenza e continuare a formare i medici. Di Egidio ha chiesto solo una copertura assicurativa. D’Amario risponde così: «Ogni collaborazione deve essere istituzionalizzata a prescindere dall’entuasismo di Di Egidio che è fuori discussione, però, mi chiedo: se ci sono due emergenze allo stesso momento, a Teramo e Pescara, come si fa? Anche sul piano normativo, poi, non è facile far lavorare a Pescara il primario di un altro ospedale. Comunque, per ora, restiamo in attesa di una decisione».
E Di Egidio cosa sceglierà? Non si sa ancora, ma sulla scelta peserà anche la riorganizzazione regionale della rete di Neurochirurgia: adesso, ci sono 4 reparti aperti (Pescara, Teramo, L’Aquila e Chieti) ma presto potrebbero restarne solo due. E Di Egidio, con una casistica di oltre mille interventi tra embolizzazioni di aneurismi intracranici, trombolisi intra-arteriosa in pazienti con ictus gravi e mav cerebrali, è il primo candidato. La sua forza sta nei numeri: nel 2012, prima che arrivasse a Pescara, sono state 118.140 le prestazioni offerte dalla Radiologia con appena 70 casi di radiologia interventistica, per la cura dell’ictus in via operatoria. Nello stesso anno, le prestazioni sui pazienti pescaresi sono state 75.563, quelle su pazienti in arrivo da altre Asl abruzzesi o da fuori regione 36.870. Dal 2013, con Di Egidio, i numeri di Radiologia sono aumentati: 124.431 le prestazioni totali nel 2013, divise in 79.706 sui pescaresi e 41.418 sugli esterni. In un anno, le prestazioni sugli esterni sono salite di 4.548 unità: è un grande numero, rilevante per i conti della Asl visto che gli esterni significano mobilità attiva con entrate assicurate. Ma c’è un dato che colpisce ancora di più: le 70 prestazioni di radiologia interventistica di tre anni fa sono diventate 789, più di 10 volte di più. I numeri del 2014 sono ancora più grandi: i casi di radiologia interventistica sono stati oltre mille. Le prestazioni totali del 2014 sfiorano le 130 mila.
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