Quel telegramma di Mussolini: «Pescara è capoluogo di provincia»

PESCARA. Il 6 dicembre 1926 alle ore 11.33 Benito Mussolini, il Duce, invia un telegramma a Gabriele D'Annunzio, il Vate, che nel suo dorato esilio di Gardone Riviera riceve l’attesa notizia: «Oggi...
PESCARA. Il 6 dicembre 1926 alle ore 11.33 Benito Mussolini, il Duce, invia un telegramma a Gabriele D'Annunzio, il Vate, che nel suo dorato esilio di Gardone Riviera riceve l’attesa notizia: «Oggi ho elevato la tua Pescara a capoluogo di provincia. Stop. Te lo comunico perché credo che ti farà piacere, ti abbraccio. Mussolini». D’Annunzio, immediatamente ringrazia: «Sono contentissimo della grande notizia e sono certissimo che la mia vecchia Pescara ringiovanita diventerà sempre più operosa e ardimentosa per mostrarsi degna del privilegio che oggi tu le accordi. Ti abbraccio. Gabriele». Il quale, di rimando, comunica la novella a Umberto Ferruggia, sindaco e podestà di Pescara: «Il primo Ministro graziosamente mi comunica che oggi ha elevato la mia Pescara a capoluogo di provincia. Stop. Son certo che Pescara con moltiplicata operosità si mostrerà degna del privilegio. Stop. Mando a tutti i miei concittadini il più lieto saluto. Gabriele d’Annunzio».
Lo storico Licio Di Biase ricostruisce i passaggi cruciali che hanno condotto, 96 anni fa, all'unificazione tra Castellamare e Pescara. La fusione avviene l’11 gennaio 1927 dopo la pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale, esecutiva il giorno dopo. Da quel momento «scompariva Castellamare», rimarca Di Biase, e nasceva Pescara. All’epoca, l'ultimo commissario prefettizio de Landerset scrisse: «Castellamare è lieta far sacrificio del suo nome per contribuire con le opere et con la fede esaltazione vostra città natale». Cento anni dopo una nuova unificazione si profila all’orizzonte, «e questa volta a sacrificarsi saranno Montesilvano e Spoltore. La storia si ripete», commenta Di Biase.
Altro protagonista della vicenda è Giacomo Acerbo che il 29 novembre 1926 scrisse a D’Annunzio: «Maestro, l’altro giorno trovandomi a Pescara ho saputo dal Sindaco che Voi avete parlato ai Vostri concittadini con benevolenza di me... Ho fiducia di poterVi al più presto ossequiare a Pescara, che fra giorni diverrà capoluogo di Provincia».
Fanotare Di Biase, che ha ricostruito l'unificazione nel libro “I giorni della Pescara”: «Acerbo nella lettera scrive che Pescara sarebbe diventata capoluogo di Provincia. Era dunque già a conoscenza che il nome del nuovo Comune e della nuova Provincia sarebbe stato Pescara? Il dubbio rimane».
Di certo c’è che il 6 dicembre del 1926 «accadde ciò che tutti aspettavano. Il Consiglio dei Ministri approvò il provvedimento, riportato nel successivo Regio Decreto n.1 del 2 gennaio 1927 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 gennaio 1927» che sanciva la nascita di Pescara elevata al rango di Provincia, per cui «dalla annessione non poteva venire fuori che un Comune che si chiamasse Pescara».

