Quell’intuizione un po’ folle di Pratesi

Nel 1967 i soci si autofinanziarono per affittare il lago di Burano e tutelare gli uccelli migratori
Nel 1967 il Wwf in Italia è nato da appena un anno e il suo giovane fondatore, Fulco Pratesi, oggi Presidente onorario dell’Associazione, porta all’attenzione del consiglio direttivo una proposta un po’ folle: prendere in affitto, per un canone annuo di quattro milioni, il lago di Burano e i terreni circostanti, sottraendoli così ai cacciatori che ogni anno vi abbattevano dai 6 ai 10 mila uccelli migratori, e crearvi un’Oasi di protezione nella Maremma toscana.
Sobbarcarsi una spesa del genere è una vera e propria impresa, i soci del Wwf sono ancora pochi, solo 800, e pagano una quota associativa di 2.000 lire. Ci sono tante resistenze da parte degli altri consiglieri, ma con grande entusiasmo e un pizzico di incoscienza vengono superate… nasce così la prima Oasi del Wwf finanziata dai soci!
L’intuizione è vincente: chiamare a contribuire gli italiani per un’azione diretta e concreta per la natura, per salvare un lembo di terra dal degrado e dalla caccia. E nonostante le preoccupazioni iniziali, la raccolta fondi ha un successo inaspettato, aprendo la strada a una delle più importanti esperienze di conservazione in Italia e diventando il tratto distintivo del sodalizio del Panda nel nostro Paese.
Da allora il Wwf non si è più fermato. Oggi le Oasi sono più di 100 per oltre 30.000 ettari protetti, di cui 5.000 di proprietà dell’Associazione: 40 km di spiagge e coste, circa 50 zone umide, 40 aree forestali con relitti di vegetazione originaria o rara, 10 aree di interesse geologico, altrettante aree rurali e 20 aree urbane. Con il sistema delle Oasi il Wwf ha contribuito a rendere l’Italia un Paese più attento al suo straordinario patrimonio naturale. Ha salvato ambienti in pericolo come paludi ed ecosistemi costieri e ha offerto rifugio a specie a rischio di estinzione come il Cervo sardo, il Lupo o la Lontra. Ha dato vita alla prima area marina protetta d’Italia, la Riserva di Miramare a Trieste, nata nel 1986 con la Riserva di Ustica. Questo sistema rappresenta anche un modello di promozione territoriale. Nelle Oasi Wwf si è sperimentata la green economy, prima ancora che qualcuno inventasse il termine! Turismo e agricoltura biologica hanno consentito di creare tante piccole esperienze lavorative che, pur tra mille difficoltà, hanno offerto un modello di sviluppo sostenibile per tanti giovani. Esperienze che stanno anche crescendo come il progetto “Terre delle Oasi”, nato proprio in Abruzzo nell’Oasi del Lago di Penne, promosso da Wwf e Legacoop con l’intento di difendere la biodiversità nel mondo rurale e sostenere la gestione delle Oasi grazie alla produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti prodotti al loro interno secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Tutto questo è possibile grazie a quanti, ancora oggi, portano avanti il sogno un po’ folle nato a Burano oltre 50 anni fa: gli straordinari volontari, soci e donatori del Wwf che consentono di continuare a salvare il nostro bene comune per eccellenza, la natura!
*(vicepresidente
Wwf Italia)

