Quelli che scrivono “Ti amo fagottino” sul muro della chiesa

12 Febbraio 2015

Ma non ci sono solo “i poeti”. Basta fare un giro al parco D’Avalos, tra bagni inutilizzabili e alcove improvvisate

PESCARA. Non c’è solo chi si diverte a scrivere “Fagottino ti amo” sulla facciata della chiesa dello Spirito Santo, come nella foto in alto, ma anche chi, non avendo forse velleità “artistiche”, se la prende materialmente con le cose, distruggendo e manomettendo (l’esempio più eclatante è quello recente avvenuto ai danni della scuola Fanny Di Blasio di Montesilvano) tutto ciò che gli capita a tiro. Com’è successo alla Riserva dannunziana vittima, oltre che dei vandali, anche della trascuratezza dell’amministrazione.

I bagni chiusi e non utilizzabili, diverse parti della recinzione esterna divelte, una fontanina rotta e un’alcova ritrovo per prostitute e clienti. Questi alcuni dei problemi, rilevati dai residenti nella zona che presenta la Riserva Dannunziana (meglio conosciuto come parco D'Avalos) nei comparti del percorso vita e del laghetto dei cigni. Lo scorso anno la precedente amministrazione comunale, a ridosso della consultazione elettorale aveva ristrutturato e riaperto i due bagni (uno dei due utilizzabile anche dai diversamente abili) presenti nel comparto della pineta del percorso vita, ma una volta terminate le operazioni di voto, i servizi igienici dell’area verde vennero chiusi e da quel momento (quasi un anno ormai) non sono più stati riaperti. Sempre in clima elettorale vennero ripiantumati decine e decine di pini che però si seccarono perché non vennero curati e innaffiati. Il risultato è che quei pini sono stati rimossi.

A pochi metri dai bagni chiusi e non fruibili (sono tante le persone che provano ad aprire le porte restando deluse) una fontanina molto utile a chi fa sport nell’area verde non eroga più acqua da diverso tempo, e il suo mancato funzionamento è segnalato dal nastro bianco e rosso che l’avvolge. Da quasi dodici mesi ormai anche la recinzione perimetrale presenta spaccature e varchi aperti che sono stati solo tappezzati e rattoppati con la rete forata di colore arancione che si utilizza nei cantieri. Chi vive da quelle parti, segnala che proprio da quei varchi aperti e accessibili, nelle ore notturne (quando i cancelli della Riserva restano sbarrati) si introducono nel polmone verde della città tossicodipendenti e prostitute con i loro clienti. La prova è all’interno del comparto che ospita il laghetto dei cigni, nell’adiacente via Pantini: basta lasciare il percorso che circumnaviga il lago e addentrarsi nei sentieri per trovarsi di fronte a una vera e propria alcova formata da quattro alberi abbattuti e dalla folta vegetazione che regna incontaminata. Sul terreno un tappeto di fazzoletti, preservativi e cartacce. Intorno, diversi gli alberi venuti giù. Come annunciato nelle scorse settimane dall’assessore alla Riserva Paola Marchegiani, a giorni cominceranno i lavori di completamento della manutenzione straordinaria della riserva naturale pineta Dannunziana, per 33mila euro che verranno impiegati principalmente per la riqualificazione delle strutture esterne esistenti come il ripristino grondaie e ritocco alle verniciature.

©RIPRODUZIONE RISERVATA