Quest’anno, durante il Covid immunizzarsi diventa vitale

2 Agosto 2020

Diffuse, in una circolare del Ministero della Salute, le raccomandazioni su prevenzione e controllo La profilassi servirà ad escludere l’influenza come causa di febbre e sintomi di tipo respiratorio

PESCARA. La corsa al vaccino corre, quest’anno, su due binari. Da una parte ci si chiede se e quando si arriverà al sospirato antidoto contro il Sars-Cov-2. Dall’altra, ci si prepara per il momento in cui bisognerà procedere alle vaccinazioni anti-influenzali, mai come quest’anno importanti. Perché se è vero che queste ultime non potranno proteggere dal famigerato Covid-19, è altrettanto vero che serviranno a evitare che le due malattie infettive si sovrappongano e rendano impossibile una diagnosi tempestiva. Eliminando, o perlomeno circoscrivendo, la possibilità di ammalarsi di influenza stagionale, sarà infatti più semplice per il medico individuare la causa di eventuali febbre e sintomi respiratori.
In particolare, la vaccinazione stagionale contro l’influenza consente di tenere sotto controllo una malattia che può determinare gravi complicanze e non infrequentemente anche decessi. Una strada da perseguire, secondo l’Istituto superiore di Sanità, anche per evitare un sovraccarico a un servizio sanitario già in allerta. Per questo motivo il Ministero della Salute, in anticipo di quasi un mese rispetto all’anno scorso, ha pubblicato le raccomandazioni sulla prevenzione e il controllo dell'influenza per l'autunno e inverno 2020-21.

VACCINAZIONE GRATUITA
E RACCOMANDATA
Quest’anno il vaccino viene gratuitamente offerto a tutte le persone che appartengono ai gruppi di rischio: chi ha più di 60 anni (l’anno scorso era gratuito solo per gli over 65); gli operatori sanitari, forze di polizia e vigili del fuoco; i lavoratori che lavorano a contatto con gli animali come veterinari e allevatori; donne in gravidanza e nel periodo postpartum; soggetti che per malattie siano a rischio di complicanze da influenza; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye; i ricoverati in lungodegenza; i donatori di sangue.

CHI DEVE EVITARE
DI FARLA?
Sempre nella circolare ministeriale è specificato quali sono le categorie di soggetti a cui il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato: ad esempio i lattanti al di sotto dei sei mesi; chi ha avuto reazioni allergiche a componenti del vaccino; chi ha sviluppato la sindrome di Guillain-Barré dopo una precedente dose di antinfluenzale.

CHI EFFETTUERÀ
LA VACCINAZIONE?
Saranno gli ambulatori vaccinali delle aziende sanitarie locali a praticare le vaccinazioni: un’indicazione che vale in tutta la penisola. Qualche differenza su base regionale potrà invece esserci nell'offerta e nella somministrazione da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. I medici di famiglia che non aderiranno alla campagna vaccinale non avranno l'antidoto a disposizione, ma potranno comunque somministrarlo (gratuitamente o meno, toccherà a loro decidere) a chi l’avrà acquistato per conto proprio in farmacia.

QUANDO PARTIRANNO
LE VACCINAZIONI?
Il ministero della Salute non ha ancora comunicato una precisa data di avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale, anche se nel documento raccomanda di anticiparla all’inizio di ottobre (negli ultimi anni si è sempre svolta dalla seconda metà di ottobre a metà dicembre). Potrebbero perciò esserci differenze tra una regione e l’altra, a seconda delle diverse capacità di approvvigionamento delle scorte di medicinale.

VACCINARSI
A PROPRIE SPESE
Chiunque potrà accedere alla profilassi antinfluenzale, anche chi non è incluso tra le categorie a cui sarà offerta gratuitamente. Il vaccino si potrà acquistare in farmacia e far somministrare da un medico. Il costo non dovrebbe superare i 25 euro, con una variabilità legata al prodotto acquistato.

CI SARANNO DOSI
SUFFICIENTI PER TUTTI?
Il ricordo della recente pandemia potrebbe far crescere la domanda da parte degli italiani. Per questo il ministero della Salute, in accordo con le Regioni, ha come obiettivo l’acquisto del 20% di dosi di vaccino in più rispetto allo scorso anno. Uno sforzo non da poco, che richiederà un investimento economico superiore a quello sostenuto negli anni passati. In questo modo, ci si augura di far fronte alla richiesta sia di coloro che ne avranno diritto a titolo gratuito sia di chi deciderà di acquistare il vaccino.

QUALE TIPO DI VACCINO
È RACCOMANDATO?
A disposizione ci sono i vaccini antinfluenzali quadrivalenti, che contrastano infezioni dovute a quattro diversi virus influenzali (due di tipo A e due di tipo B), e i trivalenti contenenti i due virus A più uno dei due virus B scelto in base alla potenziale circolazione. Per le persone con più di 65 anni sono state sviluppate anche altre valide opzioni, come il vaccino trivalente adiuvato, che aiuta il sistema immunitario a rispondere più efficacemente. Oggi, inoltre, per questa fascia d'età c'è anche il vaccino quadrivalente a elevato dosaggio, più efficace di quello standard: questo vaccino, approvato dall'ente regolatorio europeo e autorizzato nel maggio 2020 anche in Italia, verrà distribuito per la prima volta in autunno.
Per gli ultrasessantenni, la scelta ottimale sarebbe fra il trivalente adiuvato e il quadrivalente ad alto dosaggio: la decisione del medico potrà variare in base alla disponibilità e alle esigenze dell'individuo.
Per bambini, adulti con patologie e per gli operatori sanitari la raccomandazione riguarda il quadrivalente tradizionale o in certi casi il trivalente adiuvato (non adiuvato se l'età è inferiore ai 18 anni).

QUAL È L’EFFICACIA
DEI VACCINI?
Ogni anno dall'8 al 12% della popolazione italiana viene colpita dall'influenza, in qualche caso con ricadute gravi e in piccole percentuali anche decessi. L’efficacia del vaccino dipende dal ceppo e dalle condizioni del soggetto: attualmente, in media, la profilassi serve a prevenire circa il 60% delle infezioni nei vaccinati compresi tra i 18 e i 64 anni, che diventa, secondo gli esperti, del 70% nel caso di quadrivalente a elevato dosaggio.
Il vaccino impiega circa 14 giorni a divenire efficace dopo l’inoculazione.
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