Rabbia e paura tra i lavoratori «Abbiamo figli, l’azienda ci aiuti»

PESCARA. Volti scuri, rabbia, paura di perdere un lavoro sul quale hanno fondato una vita intera. La preoccupazione tra i dipendenti Brioni per i possibili 400 esuberi previsti dalla proprietà della...
PESCARA. Volti scuri, rabbia, paura di perdere un lavoro sul quale hanno fondato una vita intera. La preoccupazione tra i dipendenti Brioni per i possibili 400 esuberi previsti dalla proprietà della holding francese Kering è davvero tanta. Ieri in circa 1000 hanno gridato la propria rabbia contro la proprietà e contro scelte aziendali sbagliate. C'è chi ha criticato le ultime mosse aziendali e chi ha preferito concentrarsi sulla battaglia lavorativa appena iniziata. In tantissimi hanno situazioni alle spalle da risolvere, famiglie da mandare avanti e bimbi da accudire. C'è chi è monoreddito e perdendo il lavoro in fabbrica si ritroverebbe in mezzo alla strada, magari con un mutuo ancora da pagare. C'è tanta dignità e tanta voglia di far valere le proprie qualità da maestri sartori, quelle che negli anni passati hanno portato l'azienda ai vertici della moda del lusso.
«La nostra protesta è una difesa del posto di lavoro. I possibili 400 esuberi in Brioni sono un attacco forte contro la città di Penne e contro l'intero territorio vestino. Deve esserci una risposta forte anche dal governo in difesa dell'area vestina e del made in Italy. Alcune scelte del Gruppo Kering in questo periodo di crisi in Brioni lasciano veramente di stucco. Stanno facendo lavorare altri gruppi invece di aiutare Brioni che è in difficoltà. Ha rinnovato le commesse a Zegna quando avrebbe potuto dare a noi il lavoro», ha detto Maurizio Bifari, da ben 20 anni lavoratore in Brioni. Alcuni lavoratori hanno evidenziato come negli ultimi tempi si sia scelto di andare verso un target più basso di clienti abbassando la qualità di produzione. «Un tempo lavoravamo esclusivamente con tessuti Loro Piana, adesso ci sono per lo più rimanenze», ha spiegato Angelo Lamarra, da 16 anni al servizio di Brioni. Alcuni dipendenti, soprattutto quelli con più esperienza, non hanno alcuna intenzione di cedere il passo e sono convinti si possa invertire la tendenza.
«Sono 31 anni che lavoro in Brioni e mai è successa una situazione del genere. Adesso dobbiamo lottare tutti insieme e non mollare nemmeno un centimetro», ha gridato durante la protesta Roberto Giancaterino. Gli operai e tutti i lavoratori Brioni a rischio esubero nella giornata di ieri hanno ricevuto la solidarietà di tutti gli esponenti politici locali, provinciali e regionali. Anche il comitato aziendale europeo di Kering ha indirizzato un messaggio di solidarietà a tutti i lavoratori e lavoratrici Brioni che nella giornata di ieri hanno scioperato per protestare contro i possibili tagli decisi dalla holding francese guidata da magnate Henry Pinault.
A sostenere i lavoratori dell'azienda vestina, anche i colleghi e tutti gli Rsu di Bottega Veneta. «Esprimiamo solidarietà e profonda vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici della Brioni che ieri sono scesi in piazza a Pescara per protestare contro la decisione della holding francese Kering di tagliare 400 posti di lavoro», hanno sottolineato i deputati del Pd Vittoria D'Incecco e Gianluca Fusilli. Anche il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, ha avuto parole di conforto per i dipendenti Brioni. «Ribadisco il massimo sostegno e vicinanza verso i lavoratori e le lavoratrici».
Il governatore Luciano D’Alfonso ha incontrato a Roma il ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi. «Il ministro mi ha garantito che adotterà tutti gli strumenti possibili per tutelare i livelli occupazionali e consentire all'azienda Brioni di proseguire l'attività sul territorio vestino». (f.bel.)
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