Raccolta di firme dopo i furti: «Più controlli a Porta Nuova»

PESCARA. Una raccolta di firme dei commercianti e dei cittadini, per «chiedere la convocazione di un incontro al prefetto, al sindaco e al questore e sollecitare un potenziamento delle forze dell’ordi...
PESCARA. Una raccolta di firme dei commercianti e dei cittadini, per «chiedere la convocazione di un incontro al prefetto, al sindaco e al questore e sollecitare un potenziamento delle forze dell’ordine», dopo i tanti furti dell’ultimo periodo nei negozi di Portanuova. È questa la linea che seguiranno i negozianti di piazza Garibaldi e dintorni, pesantemente presa di mira dai ladri, nell’ultimo periodo. Furti e rapine preoccupano chi lavora in questa zona, con sacrifici enormi a causa del Covid, e così ieri mattina i negozianti si sono ritrovati in piazza con i consiglieri comunali Massimiliano Pignoli e Berardino Fiorilli, che hanno raccolto il loro grido di allarme e proposto di seguire la linea della raccolta firme e di interloquire con prefettura, questura e Comune, nell’ambito del Comitato per l’ordine pubblico.
I danni maggiori li ha subiti “La bottega dei parrucchieri”, all’inizio del mese. Fabio D’Attanasio si è visto portare via undici piastre per capelli della linea Ghd, che sono «la punta di diamante, per i parrucchieri e che valgono, da sole, 4600 euro. Hanno portato via anche 120 euro del fondo cassa e le mance per il personale, oltre ad aver messo tutto a soqquadro e a creare parecchi danni, a partire dalla porta di ingresso, ancora da sistemare. Bisogna stringere i tempi il più possibile», dice D’Attanasio puntando a una soluzione e sperando che venga aumentata la sorveglianza su questa zona della città perché loro non ne possono più. «Mi auguro che non accada di nuovo perché diventa pesante anche sistemare tutto, ogni volta. Le pattuglie sono poche, lo sappiamo», ma questo non basta a far passare lo sconforto. Anche perché i furti sono la goccia che fa traboccare il vaso, conclude il parrucchiere. «Qui siamo sempre stati abbandonati a noi stessi, e basti pensare alle luminarie di Natale: è un po’ come stare nelle favelas, mentre in centro sembra di passeggiare a Las Vegas».
C’è chi ha pensato a una soluzione economica e fatta in casa ed è Armando Larocca Fedele, della pizzeria “I partenopei”. Da quando ha subito una spaccata dorme dentro al negozio così, se dovesse entrare qualcuno, è pronto a lanciare l’allarme, evitando che gli portino via altro. «Hanno sfondato la porta, aperto la cassa e preso i soldi. Io sono riuscito a riparare i danni perché avevo del denaro da parte, circa duemila euro. Ma se non li avessi avuti, come avrei fatto? Ora, però, non mi posso permettere che accada di nuovo, e ho paura che accada».
Il periodo è drammatico perché il coronavirus ha stravolto tutto per cui ora si lavora solo con l’asporto e le consegne a domicilio. «Andiamo avanti da un anno senza aiuti dello Stato e non posso non essere arrabbiato per quello che sta accadendo in questa zona», dice Larocca Fedele. «A noi ci massacrano di controlli e ci fermano mentre facciamo le consegne, mentre stiamo lavorando, ma i ladri vanno in giro tranquillamente, la notte, tant’è che sono tornati qui attorno a ripetizione, per le spaccate, e anche per una rapina. Mi chiedo come sia possibile. Noi non diamo la colpa alle forze dell’ordine, non diamo la colpa a nessuno, ma chiediamo che questa porzione di città sia controllata».
Tra i pochi che non hanno subito furti c’è la cornetteria “Number one” di Massimo Di Giacomandrea, di fronte alla cattedrale. «I soldi non li lasciamo più dentro al negozio, per evitare che ce li portino via, ma abbiamo paura per i macchinari, che sono costosi. E la notte mi sveglio continuamente per controllare il negozio dal cellulare, collegato alla telecamera». A proposito di occhi elettronici, da una quindicina di giorni in piazza Garibaldi sono state installate delle telecamere «e ci chiediamo se siano state già attivate», dicono sempre i commercianti. «Ma con mascherina e cappello diventa difficile riconoscere qualcuno, attraverso le registrazioni. Ecco perché chiediamo che siano attivate delle pattuglie a piedi», ipotizzano le vittime dei furti. (f.bu.)

