Raccolte 1700 firme per salvare la chiesa di Caramanico

8 Marzo 2020

Petizione per sbloccare i fondi per Santa Maria Maggiore chiusa e transennata da tre anni a causa dei danni del sisma

CARAMANICO. Ben 1702 firme. Sono quelle che serviranno per salvare la chiesa di Santa Maria Maggiore chiusa, transennata e puntellata da tre anni a causa dei danni post sisma. Sono quelle raccolte dai volontari del "Comitato civico per il restauro di Santa Maria Maggiore" che per un mese, dagli inizi di febbraio, hanno girato a piedi e in macchina, casa per casa, in lungo e largo per borghi e contrade di Caramanico Terme, Sant'Eufemia, Salle, e dintorni, con i banchetti in paese, per riempire di firme una caterva di fogli. La petizione organizzata dal comitato civico, coordinato da Angela De Stefanis e dall'ex sindaco di Caramanico Simone Angelucci, è accompagnata da materiale fotografico riguardante la cattedrale di via Verdi ferita dal sisma del gennaio 2017. Ed è stata inviata ai seguenti destinatari: al ministro per i Beni e le attività culturali (Mibact) Dario Franceschini, all'arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto monsignor Bruno Forte; al prefetto di Pescara, Gerardina Basilicata; al presidente della Regione Marco Marsilio; al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri; al segretario regionale del Mibac, Stefano D'Amico; alla soprintendenza archeologica diretta da Rosaria Mencarelli; all'assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo.Il sindaco di Caramanico, Luigi De Acetis, domani incontrerà all'Aquila i vertici del Mibact per fare il punto della situazione e «chiedere», spiega il primo cittadino, «la velocizzazione dell'iter per far partire i tanto attesi lavori di adeguamento dell'abbazia, oggi pericolante. Non possiamo correre il rischio di perdere i fondi per inerzia amministrativa. Contiamo di farci dare almeno un acconto», di norma il 20 percento dell’intera somma già predisposta.
I fondi ci sono, un milione e mezzo di euro (delibera Cipe numero 112 del 22 dicembre 2017), bloccati da tre anni in qualche ufficio istituzionale mentre la cattedrale gotico-rinascimentale col tetto sfondato dalle scosse telluriche, rischia di implodere a causa dei deterioramenti delle mura portanti dagli affreschi ormai sbiaditi.
L'obiettivo della petizione, promossa dai giovani del comitato Camillo Carapellotti, Ida Carusi, Carlo e Patrizia Conti,Miria De Felice, Angela De Stefanis, Lorella Marinucci, Elide Mazzocca, Sabrina Orsini, Umberto Palmerio, Cristina Concetta Parone, Giuseppina Piccioli, Diana Sarrantonio, Gregorio Sperduti, Diego Viola e Walter Villani, è proprio sbloccare questi finanziamenti giacenti e sollecitare i lavori immediati nella cattedrale chiusa al pubblico da tre anni.
Nella documentazione inviata alle istituzioni, i cittadini chiedono ai destinatari di «provvedere al più presto allo sblocco dei lavori e di considerare il comitato come interlocutore diretto, sottolineando come in caso di prolungato stallo della pratica, si procederà a nuove e più forti misure persuasive». Leggasi proteste eclatanti davanti alle sedi ministeriali e istituzionali.
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