Racket del sesso condannato a 10 anni il capo della banda

18 Marzo 2015

PESCARA. È stato condannato a 10 anni di reclusione Vasilica Mihai, detto Cesare, 33 anni, considerato il capo di una banda di romeni che gestiva il giro della prostituzione nella zona della pineta...

PESCARA. È stato condannato a 10 anni di reclusione Vasilica Mihai, detto Cesare, 33 anni, considerato il capo di una banda di romeni che gestiva il giro della prostituzione nella zona della pineta Dannunziana. Condannato a una pena di 5 anni e mezzo Florin Ciuraru, detto Mutu, 23 anni. La sentenza è l’epilogo di un’operazione della squadra mobile di Pescara che, il 21 gennaio 2014, aveva fatto scattare 5 misure cautelari nei confronti di personaggi romeni accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni, violenza privata e minacce. A pronunciare le condanne, ieri, è stato il presidente del collegio Angelo Zaccagnini.

L’indagine della Mobile, guidata dal dirigente Pierfrancesco Muriana, era partita dalle dichiarazioni delle prostitute vittime delle violenze della banda che avevano raccontato la guerra per il controllo e la spartizione del territorio destinato all’esercizio della prostituzione. Spesso, infatti, si erano verificati aggressioni e scontri violenti finalizzati al pagamento di una sorta di tassa di occupazione da parte delle prostitute.

«Ti faremo partorire e poi venderemo il tuo bambino»: questa era stata l’inquietante intimidazione fatta recapitare a una giovane prostituta rumena diventata testimone di giustizia dopo essere riuscita a sfuggire al controllo dei suoi aguzzini. La giovane, fatta emigrare in Italia con la falsa promessa di un lavoro come badante, ma subito privata del passaporto e segregata in casa, era stata costretta a prostituirsi con continue e pressanti minacce di morte, ed era stata obbligata anche a rapporti sessuali non protetti, tanto che, poco prima della sua fuga, era rimasta incinta.

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