Raddoppiano i prezzi delle mense E scoppia la polemica in Comune

Il Pd accusa la giunta Masci: «Dal prossimo anno le famiglie pescaresi pagheranno molto di più i pasti» La replica dell’assessore Santilli: «Abbiamo dovuto ritoccare le tariffe per coprire i costi del servizio»
PESCARA . Da gennaio le famiglie dovranno sborsare più soldi per far mangiare i propri figli a scuola. L’amministrazione comunale ha provveduto a raddoppiare le tariffe, attualmente in vigore, che verranno applicate a partire dall’inizio del prossimo anno per coprire interamente i costi del servizio. E ieri è scoppiata una polemica. I consiglieri del centrosinistra hanno accusato la giunta Masci di aver varato una stangata per le famiglie. Ma andiamo con ordine.
LE NUOVE TARIFFE Partiamo dai prezzi attualmente in vigore. Oggi le famiglie con un reddito Isee di oltre 10.632,93 euro pagano per ogni pasto 3,71 euro più Iva, ossia il 74,05 per cento della spesa sostenuta dal Comune per garantire il servizio. Il resto, quindi, viene coperto dall’ente. Invece, le famiglie con redditi Isee tra 5.939,26 e 10.632,93 pagano un prezzo per pasto ridotto al 50 per cento, cioè 1,85 euro più Iva. Mentre chi ha un reddito Isee fino a 5.939,25 euro viene esentato dal pagamento. Da gennaio 2024 cambierà tutto. I redditi Isee oltre 12.000 euro, pagheranno la tariffa intera di 6,24 euro più Iva, pari al 100 per cento del costo del servizio; per i redditi Isee tra 6.000 e 11.999,99 euro, si applicherà il prezzo ridotto al 50 per cento di 3,12 euro più Iva; mentre i redditi Isee fino a 5.999,99 euro saranno esentati.
LA POLEMICA «C’è una postilla nell’avviso pubblico del Comune per iscrivere i propri figli al servizio mensa delle scuole dell’infanzia, primarie e medie a tempo pieno, in totale 3.500 bambini», hanno detto i consiglieri Pd Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo e della lista Sclocco sindaco Mirko Frattarelli e Marinella Sclocco, «da gennaio 2024 scatteranno le nuove tariffe, ma la giunta non dice che il costo dei pasti raddoppierà. Una scelta davvero incredibile in questo momento storico, chiediamo di fermare subito questi aumenti. E il prezzo dei pasti non aumenterà per colpa dell’inflazione, ma perché il centrodestra ha deliberatamente deciso sia di aumentare il costo base dei pasti, sia di eliminare la quota di contribuzione con la quale il Comune di faceva carico di una parte del costo, che da gennaio sarà scaricato interamente sulle famiglie. Nessuna agevolazione per chi ha più figli». «Nel frattempo la giunta Masci», hanno rivelato i consiglieri, «ha deciso per la quinta volta di prorogare l’attuale concessionario del servizio mensa fino al 31 dicembre, nonostante l’affidamento sia scaduto nel 2021 e nonostante sia in via di definizione la procedura di gara per la scelta del nuovo concessionario».
LA REPLICA Il vice sindaco e assessore all’istruzione Gianni Santilli ha subito replicato alla polemica sollevata dal centrosinistra. «Innanzitutto», ha affermato, «abbiamo dovuto fare delle proroghe per l’attuale concessionario perché la commissione esaminatrice sta valutando attentamente tutta la documentazione presentata dalle ditte che hanno partecipato alla nuova gara. Così, fino al 31 dicembre non ci saranno aumenti. Dopodiché, quando subentrerà la nuova ditta scatteranno le nuove tariffe. Aumenti necessari per coprire interamente la spesa sostenuta. Comunque, le fasce deboli saranno salvaguardate».

