Radioterapia: sì alle sedute serali
Riattivato il progetto per l’abbattimento delle liste d’attesa che aggiunge ai turni giornalieri quello dalle 20 alle 24
PESCARA. Una sospensione di poche ore, il tempo per rispettare formalmente la scadenza naturale del progetto della Asl di Pescara finanziato dalla Regione che punta all’abbattimento delle liste di attesa, e sono state riprogrammate le sedute serali di radioterapia.
Lo stop era previsto dal 17 febbraio e nel reparto di radioterapia oncologica dell’ospedale di Pescara conoscevano solo questa data, tanto che gli appuntamenti con i pazienti a partire dal 18 erano stati anticipati al mattino, con inevitabile allungamento delle liste d’attesa, polemiche sollevate soprattutto dal Movimento 5 stelle, disagi e preoccupazione per i malati di tumore sottoposti a cure radioterapiche attraverso l’acceleratore lineare. Sia dalla direzione strategica dell’Azienda sanitaria, sia dall’assessorato regionale alla Sanità erano arrivate rassicurazioni non ufficiali sul ripristino delle sedute aggiuntive rispetto a quelle giornaliere, sedute che al personale, medico e paramedico, che vengono remunerate a parte rispetto allo stipendio, con risorse ulteriori che vengono stanziate, quando ciò avviene, ogni sei/otto mesi dalla Regione nell’ambito della programmazione per abbattere, come detto, le liste di attesa e che coprono necessariamente anche altri servizi della Asl che sono in affanno.
Dunque da oggi dovrebbero riprendere le sedute dalle 20 alle 24, quattro ore durante le quali di media vengono sottoposti alla cura 16 pazienti, mentre nelle sedute del mattino e pomeridiane sono 20/24. La Radioterapia di Pescara dispone attualmente di un acceleratore lineare piuttosto vecchio ed è in attesa del nuovo apparecchio, comprato dalla Asl nel 2014 per un milione e 800mila euro, per far posto al quale sono in corso i lavori per la realizzazione dell’apposito bunker. Per l’attivazione si parla di giugno e c’è da supporre che da quel mese, con l’attivazione del secondo acceleratore, le sedute serali saranno chiuse e i pazienti dirottati su orari diurni, con risparmio sulle spese aggiuntive per il personale dedicato. I 5 stelle hanno chiesto alla Regione l’acquisto di un ulteriore apparecchio, sostenendo che il nuovo in arrivo e l’attuale, vecchio e spesso in tilt, non saranno sufficienti a coprire il fabbisogno e a ridurre consistentemente le liste di attesa. La risposta all’interpellanza è all’ordine del giorno del consiglio regionale fissato per il 21 febbraio. Ma la proposta non pare destinata a diventare quantomeno un progetto concreto da sviluppare,considerato che il piano di riordino della sanità regionale non prevede nuovi e forti investimenti in termini di strumentazione e personale sull’unità di radioterapia della Asl di Pescara, puntando piuttosto sull’eccellenza della stessa branca per l’ospedale di Chieti. Questo anche in base a decreti che indicano la consistenza dei bacini di utenza e che stanno portando a vari tagli di servizi e a differenti classificazioni degli ospedali, da quelli più piccoli e periferici a quelli dei capoluoghi, e delle unità operative di ognuno, da complesse a semplici.
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