Ragazza aggredita, c’è il processo

A giudizio l’uomo che nel 2017 picchiò una studentessa su viale D’Annunzio
PESCARA. Comincerà il primo ottobre il processo per l’aggressione ai danni di una studentessa pescarese avvenuta il 4 febbraio dal 2017 all’incrocio tra viale D’Annunzio e via De Cecco, nella zona di Porta Nuova. A comparire davanti al giudice sarà Giuseppe Melluso, 30enne pescarese che senza apparenti motivi si scagliò contro Serena Martini, prendendola a calci e pugni e facendola cadere a terra.
Lo scorso 4 febbraio c’è stata l’udienza preliminare davanti al gup Elio Bongrazio. A Melluso venivano contestati i reati di lesioni e violenza privata. La ragazza, difesa dall’avvocato Sara Aliberti, si è costituita parte civile.
Sono stati necessari quasi tre anni per identificare in Melluso l’uomo che picchiò la studentessa, e tentò di fare lo stesso con almeno altre due ragazze. Queste ultime riuscirono a divincolarsi, ma sono state poi decisive per l’identificazione dell’aggressore che quella sera girava per Porta Nuova con un giaccone voluminoso, pantaloni larghi e qualcosa di simile a una catena appesa ai calzoni.
In un primo momento le indagini non produssero risultati. Il caso fu riaperto quando, dopo la comunicazione dell’archiviazione del procedimento alla vittima, la studentessa si rivolse all’avvocato Aliberti. Della questione si interessò anche la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, e vennero fuori ulteriori testimonianze sui fatti avvenuti quella sera del 2017 in viale D’Annunzio.
Dopo l’identificazione dell’aggressore in Melluso, tra l’altro già noto alle forze dell’ordine, il 30enne venne riconosciuto grazie a un confronto all’americana: sia Serena Martini sia le altre due ragazze che avevano subìto il tentativo di aggredire, riconobbero in lui, posizionato dietro un vetro oscurato insieme ad altre persone, l’aggressore seriale.(a.r.)

