Ragazzina aggredita da un cane nel palazzo

27 Ottobre 2018

Via Regina Elena. La madre: il pastore tedesco è uscito da una porta lasciata aperta. E scatta la denuncia

PESCARA. Aggredita da un cane mentre scendeva le scale del condominio per andare a scuola. Una ragazzina di 14 anni se l’è vista brutta, ieri mattina, quando ha incrociato il cane lupo pastore tedesco «di grossa taglia» di una vicina di casa. La studentessa si era da poco chiusa la porta di casa alle spalle e stava percorrendo la gradinata del palazzo in cui vive, in viale Regina Elena, quando ha visto il cane, «libero, senza museruola». Pur avendo un certo timore degli animali, ha mantenuto la calma. Ma il cane abbaiava. È servito a poco dirgli di stare calmo perché l’animale le è «saltato addosso con le zampe anteriori» e lei ha cominciato ad urlare, tornando indietro, verso casa. La madre, che era nell’appartamento, ha sentito urlare e il cane abbaiare. Ha aperto la porta e dopo qualche secondo la 14enne si è rifugiata a casa, spaventata e in lacrime. Poi ha raggiunto il pronto soccorso con il padre, per farsi medicare. Ha riportato delle escoriazioni alle gambe, giudicate guaribili in una settimana.
Uno dei proprietari del cane avrebbe spiegato che «la porta di casa è rimasta aperta», come racconta sempre la madre della 14enne, «e non si sarebbe accorta di niente».
I genitori della studentessa hanno sporto denuncia, rivolgendosi ai carabinieri, anche perché «più volte è stato chiesto all’amministratore di sollecitare l’uso della museruola».
Sulle responsabilità relative alla detenzione dei cani interviene l’avvocato Luigi Salciarini che fa riferimento a leggi, ordinanze ministeriali e regolamenti comunali che si sono succeduti in questa materia a partire dal 1954. E sottolinea, carte alla mano, che «il proprietario di un cane risponde dei danni o delle lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso». Per prevenire incidenti, il proprietario è tenuto a usare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a un metro e mezzo nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, quindi anche all’interno dei condominii, a eccezione delle aree per cani individuate dai Comuni.
E chi gira in compagnia di un cane deve anche «portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali». Far indossare la museruola è sostanzialmente «un indice di responsabilità» nel senso che se accade qualcosa, e si verificano un danno o una lesione derivanti dall’aggressione di un cane, l’evento dannoso rivela che il proprietario ha violato un obbligo di cautela che sussiste a suo carico. Sempre in relazione ai comportamenti da tenere, il proprietario (o il detentore) del cane deve assicurarsi che il cane «abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive». Il proprietario, fa notare sempre Salciarini, «è in ogni caso responsabile del danno provocato dal suo animale» e ci sono degli accorgimenti, anzi degli obblighi, a cui bisogna attenersi scrupolosamente. E quindi, sottolinea il legale riferendosi a questi e ad altri casi avvenuti in passato, non è possibile «lasciare la porta di casa aperta in un condominio» così come non si può lasciare «aperto il cancello di una villa» perché il cane può raggiungere la strada e aggredire i passanti.
Negli spazi comuni di un condominio, poi, ci sono delle «cautele» a cui attenersi se si ha un cane, e sono quelle «richieste dall’ordinario criterio di prudenza e diligenza» perché non possono crearsi delle «limitazioni» nei confronti degli altri condomini che usano le stesse aree. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha anche confermato, come in altri casi simili, la condanna per il reato di lesioni colpose del proprietario del cane in relazione ai danni causati dall’animale di grossa taglia «lasciato libero e incustodito in un cortile condominiale dove si trovavano altre persone». (f.bu.)