Ragazzo accoltellato, si valutano le sanzioni

Ieri riunione del Collegio dei docenti, tra i provvedimenti allo studio anche l’espulsione per gli indagati
PESCARA. Lavori socialmente utili, sospensioni per qualche giorno, ma anche alcune settimane. O persino l'espulsione. Non saranno per nulla leggeri i provvedimenti disciplinari che l'istituto tecnico Tito Acerbo potrebbe prendere nei confronti degli studenti protagonisti, giovedì scorso, della rissa culminata con l'accoltellamento di un ragazzo di 16 anni di Montesilvano, che con la lite non c'entrava nulla.
Ieri pomeriggio si è riunito il collegio dei docenti della scuola, convocato dal preside Carlo Di Michele. I circa 180 professori che compongono il corpo insegnanti hanno valutato i possibili provvedimenti che potrebbero essere presi, ma la decisione finale spetta al consiglio d'istituto, che dovrà riunirsi in settimana con tutte le componenti della scuola. Con ogni probabilità nella giornata di venerdì. In quella sede sarà una rappresentanza dei docenti, dei genitori, del personale non docente e degli studenti a emettere le sanzioni. «È molto importante che una decisione così delicata veda anche il punto di vista degli studenti», dice il preside. «Certo è che dalla riunione di oggi (ieri per chi legge) è emersa una forte presa di posizione da parte del collegio, sul fatto che atti di questa portata vadano puniti severamente perché non possono essere giustificati in alcun modo. Non ci sono se e non ci sono ma. Le sanzioni», prosegue il dirigente scolastico «saranno commisurate al livello delle responsabilità di ciascun ragazzo». La rissa scatenatasi per futili motivi ha già portato alla denuncia di quattro giovani da parte della squadra mobile che si sta occupando delle indagini. Ma per la scuola non c'è solo la punizione. «Il collegio è consapevole che le sanzioni vadano inserite in un percorso educativo che coinvolga sia i ragazzi responsabili di quello che è successo, ma anche tutti gli studenti. Faremo incontri con esperti, colloqui con le famiglie», anticipa il preside. «Riprenderemo il lavoro di educazione civica. Bisogna recuperare con i ragazzi alcune questioni importanti: approfondire con loro cosa vuol dire giustizia, da non confondere con la vendetta. Amicizia da non confondere con clan. Saper giudicare il bene e il male e quindi rimettere al centro i grandi temi della vita: libertà, educazione. Oggi vediamo spesso i ragazzi che di fronte ad alcune scene invece di intervenire, le riprendono con il cellulare. Quello che è accaduto deve essere un'occasione in cui l'Acerbo dà una risposta educativa a tutti. Abbiamo davanti degli adolescenti che devono crescere. Questi episodi», conclude, «possono accadere in qualunque scuola, ma la vera qualità di un istituto si vede poi da come affronta queste situazioni».

