Rancitelli, la rabbia dei cittadini «La politica ci ha abbandonati»

5 Ottobre 2020

Dopo il rogo delle auto, il comitato di residenti si è riunito ieri sera. C’erano anche Masci e Del Trecco Di Credico: «Il Comune non ha mantenuto le promesse». Don Max: «Controllate i centri scommesse»

PESCARA. «Qui non cambia mai niente, anzi la situazione peggiora». Dopo l'incendio doloso di due auto e il danneggiamento di una terza, avvenuti nella notte tra venerdì e sabato dentro e fuori al "Ferro di cavallo" di via Tavo, il comitato di cittadini "Per una nuova Rancitelli" si è riunito ieri sera per una riflessione comune sugli ultimi fatti ma anche per fare il punto della situazione su questo pezzo di città che resta sempre uguale a se stesso, impregnato da un degrado che fa paura e sembra invincibile, anche se qualcuno spera ancora in un riscatto che fino a oggi non si è visto.
All’incontro hanno partecipato anche il sindaco Carlo Masci e l’assessore all’edilizia residenziale pubblica Isabella Del Trecco.
Francesca Di Credico, alla guida del comitato, si è subito data da fare per aiutare il proprietario della Fiat Punto bruciata l'altra notte su via Tavo.
Sempre la stessa persona, che vive al "Ferro di cavallo", già qualche tempo fa aveva subito un altro assalto, avendo trovato i vetri dell'auto danneggiata. Stavolta dovrà comprarne una nuova e per questo è stata promossa una raccolta fondi. Si può contribuire con un bonifico a Poste italiane spa, intestato a un componente del comitato, con la causale "Raccolta fondi auto bruciata".
Di Credico intende fare anche altro e cioè richiamare l'attenzione del Comune, con una lettera, «perché sono state fatte delle promesse ai cittadini, agli elettori chi li hanno votati. Dove sono finiti tutti i progetti di cui ci hanno parlato? Sarebbe bello se mettessero per iscritto delle scadenze, relativamente a quegli impegni» e si potrebbe anche pensare di accendere un faro su questa zona periferica che avrebbe bisogno di una riqualificazione profonda, non solo a livello urbanistico.
Come? «Pensiamo a una commissione che si occupi proprio di questo, con la partecipazione dei cittadini», propone Di Credico rivolgendosi a «sindaco, consiglieri e assessori. Qui non abbiamo mai visto nessuno», degli eletti. Con il passare dei mesi, la situazione non cambia neppure sul fronte delinquenziale perché «si spaccia sempre e le discussioni, le botte e le risse sono all'ordine del giorno», l'ultima è avvenuta di recente.
Se davvero la politica punta al cambiamento, «serve una visione di insieme, non si può procedere per pezzettini, è necessario un progetto di lungo periodo», conclude Di Credico.
E' della stessa idea don Massimiliano De Luca, parroco della chiesa dei Santi Angeli Custodi. Per lui «il Covid sta facendo passare in secondo piano i problemi della zona, che continuano a ingrandirsi». Allo spaccio e all'usura si aggiunge la presenza costante di tossicodipendenti che «dormono negli androni delle scale e lasciano i materassi vicino ai bidoni dei rifiuti».
In più «proliferano centri scommesse e circoli privati, ma si fa finta di non vedere. Per il sindaco Carlo Masci il problema non esiste, noi veniamo indicati come coloro che creano allarmismo, ma nel frattempo vedo sempre più rassegnazione nei residenti e la parrocchia si svuota. Fino ad ora, ho celebrato 40 funerali e tre battesimi». A chi delinque, a chi appicca roghi e danneggia le auto, «si dovrebbe far capire che comanda lo Stato e non loro», dice don Max. E come? Con azioni concrete e cioè «maggiori controlli nei centri scommesse, che sono i padroni delle strade, con i loro clienti. Ai tossici, invece, va impedito di raggiungere gli spacciatori, con posti di blocco o un posto fisso di polizia».
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