Rapina al Lidl con la pistola Arresti lampo della polizia

23 Marzo 2018

Intercettati subito i due autori del colpo da 2500 euro in via Colle Renazzo  L’autista ha ammesso le proprie responsabilità e ha indicato il complice

PESCARA. Pochi minuti. Tanto è durata la fuga dei due rapinatori che mercoledì sera sono riusciti a portare via 2500 euro dal supermercato Lidl di via Colle Renazzo. L’auto usata per la fuga è stata rintracciata in via Tirino dagli uomini della polizia stradale, e nel corso della notte, i due sono stati arrestati in flagranza per il reato di rapina aggravata. Sono Fabio Carota, 47 anni, nato nel casertano e residente a Francavilla, che già in passato ha avuto problemi con la giustizia, e Walter Napolitano, 44 anni, originario del napoletano e domiciliato a Pescara, incensurato.
Erano le 21, ricostruisce la polizia, quando uno dei due, Carota, è entrato nel supermercato armato di pistola, con il volto coperto. Minacciando il personale ha ottenuto subito il denaro custodito in cassa, 2500 euro all’incirca, dopodiché è uscito ed è salito su una Colt Mitsubishi. Al posto di guida c’era Napolitano, che ha fatto da autista e non è entrato nel Lidl.
Qualcuno ha appuntato il numero di targa di quell’auto e lo ha fornito alla sala operativa della polizia che, dopo la segnalazione della rapina, ha avviato le ricerche in città. Una pattuglia della Polstrada (diretta da Silvia Conti) ha intercettato la Colt e l’ha fermata. C’era solo Napolitano il quale ha ammesso subito di aver fatto da “palo” per la rapina e ha fornito indicazioni per risalire al complice, Carota, che è stato rintracciato in un appartamento di via Aldo Moro. Per incastrarlo è stato utile anche il riconoscimento di una dipendente del supermercato. L’operazione di squadra volante e mobile, dirette rispettivamente da Paolo Robustelli e Pierfrancesco Muriana, si è conclusa nel giro di pochissimo dal “colpo” con i due arresti: Napolitano (che ha ribadito i contenuti della sua confessione iniziale anche in presenza del suo difensore) è finito ai domiciliari mentre Carota è stato condotto in carcere.
Le indagini, però, vanno avanti. La Mobile punta a rintracciare il bottino del colpo e la pistola usata per minacciare le vittime. I due se ne sono disfatti prima di essere bloccati dalla polizia. E gli investigatori sono alla ricerca del nascondiglio, che Carota potrebbe aver raggiunto mentre le pattuglie lo cercavano. (f.bu.)
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