Rapina la tabaccaia di 700 euro: ma poi le chiede scusa in lacrime

Il racconto incredulo della negoziante, minacciata dal finto cliente di 42 anni con una bottiglia rotta: «È tornato piangendo e mi ha abbracciato chiedendo di perdonarlo. Quindi ha aspettato la polizia»
PESCARA. Con un coccio di bottiglia in mano, prova a rapinare una tabaccheria e a portarsi via tutti i soldi in cassa, circa 700 euro, ma di fronte alla reazione della titolare, che subito interviene e lo blocca, crolla e in lacrime e le chiede ripetutamente scusa. Poi esce dal negozio e aspetta l’arrivo della polizia, nel frattempo allertata dalla donna.
L’insolito colpo è avvenuto alle 10 di venerdì in via Tiburtina. L’uomo, dopo essere stato identificato, è stato accompagnato dai poliziotti della squadra volante, diretti dal vice questore Pierpaolo Varrasso, in questura e denunciato per tentata rapina.
Si tratta di un 42enne, già conosciuto alle forze dell'ordine. Tutto è avvenuto in pochissimi minuti, come racconta la stessa proprietaria Cinzia Punginelli. «L'uomo», dice ancora incredula per quanto accaduto, «è entrato nell'attività come un normale cliente, poi in maniera molto tranquilla, tanto che non me ne sono subito accorta, si è diretto verso il bancone e, quindi, alla cassa. Dopo qualche istante, l’ho visto con i soldi in mano e il registratore di cassa leggermente aperto. La bottiglia rotta in un primo momento non l’ho notata. Comunque, senza pensarci neppure un attimo, mi sono precipitata verso di lui e ho cercato di fermarlo e fargli lasciare il denaro. E alla fine, ha mollato la presa».
A questo punto, stando a quanto riferito dalla titolare dell’attività, il 42enne si è allontanato per fare ritorno nel negozio di lì a pochi secondi.
«È tornato», sottolinea la commerciante, «con le lacrime agli occhi e mi ha chiesto tante volte di perdonarlo. Mi ha spiegato che stava attraversando un brutto periodo, che aveva perso tutto quello che aveva, che lui era una brava persona e che era davvero dispiaciuto per quello che era successo. Subito dopo mi ha anche detto che voleva essere arrestato per quello che aveva appena fatto ed è uscito, aspettando davanti alla tabaccheria le forze dell'ordine».
Prima di essere portato via dai poliziotti, arrivati di lì a cinque minuti, il rapinatore pentito ha voluto che la donna lo abbracciasse, chiedendole ancora scusa.
Insieme a lui, gli agenti hanno accompagnato in questura anche un 34enne campano, da circa un anno domiciliato in città, destinatario di un provvedimento di esecuzione della pena di cinque mesi di reclusione poiché condannato dal Tribunale di Napoli per i reati di minaccia, lesioni aggravate e danneggiamento commessi nel 2021 ad Afragola. L’uomo è stato controllato in via Tiburtina dai poliziotti arrivati dopo la segnaalazione del tentativo di rapina alla tabaccheria. Il suo atteggiamento li ha subito insospettiti. E pensando che potesse avere a che fare con il colpo, l'hanno fermato e controllato. Dagli immediati accertamenti è venuto fuori che aveva una condanna da espiare nel Napoletano, anche se con la rapina non c’entrava nulla.
Il giorno prima, giovedì, un altro colpo era stato messo a segno sul lungomare di Montesilvano, ai danni di un ragazzo di 20 anni residente a Chieti. Era stato fermato da un altro giovane mentre era in macchina e, sempre sotto la minaccia di una bottiglia rotta, era stato costretto a consegnargli circa 70 euro. Per sua fortuna, proprio in quegli istanti, in zona c’erano le pattuglie dei carabinieri impegnate nei controlli anti prostituzione, e per il rapinatore, un 27enne domiciliato a Pescara, non c'è stato scampo.

