Rapinò tre ragazzini in centro: condannato a due anni e mezzo

Si tratta di un giovane di 22 anni. L’aggressione avvenne il 6 aprile di due anni fa per una sigaretta Nei guai anche il complice minorenne: dopo le botte i due scapparono con il portafogli di una vittima
PESCARA. Finisce con una condanna a due anni e mezzo di reclusione una brutta rapina messa a segno da due romeni (uno dei quali all’epoca minorenne) ai danni di tre ragazzi minorenni, avvenuta il 6 aprile del 2019 in pieno centro a Pescara.
La condanna è stata inflitta con il rito abbreviato a Mihai Otea (difeso dall’avvocato Emanuele Calista), romeno di 22 anni, che rispondeva di rapina aggravata, lesioni personali e porto abusivo di un coltello.
L’episodio si verificò poco prima della mezzanotte di quel sabato 6 aprile, quando le tre vittime stavano tranquillamente parlando fra di loro prima che i due romeni si avvicinassero con la scusa di chiedere una sigaretta. Poi uno di loro, non soddisfatto di quella richiesta, iniziò a frugare nelle tasche di uno dei tre che reagì e tentò di difendersi. Una reazione che fece scattare l’ira del più grande dei romeni che prese subito a schiaffi il malcapitato che si era permesso di ostacolarlo. Nello stesso tempo entrò in gioco anche il minorenne (la sua posizione è finita al vaglio del tribunale dei minori dell’Aquila) che si avventò su un’altra delle giovani vittime e cominciò a tirare pugni e calci, addirittura sul viso del ragazzino, per poi puntargli un coltello contro. Per i tre giovanissimi furono attimi di terrore: non pensavano minimamente di ritrovarsi in una situazione del genere nel giro di qualche istante per una semplice richiesta di una sigaretta.
Sta di fatto che il portafoglio con 150 euro di una delle vittime, finì nelle mani dei due aggressori romeni. Messa a segno la rapina i due si dileguarono e i tre ragazzini aggrediti finirono invece al pronto soccorso. In ospedale, per le contusioni al viso e alla testa, uno dei ragazzi venne medicato e dimesso con una prognosi di sette giorni.
Nel frattempo, appena avvertiti, i genitori arrivarono anche loro in ospedale e contattarono la polizia per presentare denuncia su quella assurda aggressione avvenuta in pieno centro cittadino. Gli agenti della questura non persero tempo e, in brevissimo tempo, identificarono la coppia di romeni. Al maggiorenne, che aveva compiuto da poco vent’anni, il magistrato contestò il reato di concorso in rapina, con l’aggravante di essere stata commessa in concorso con «più persone riunite, profittando di circostanze di tempo e di persona tali da ostacolare la pubblica e la privata difesa, e di aver partecipato con un minore di 18 anni alla commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza». Circostanze rese ancora più gravi con riferimento all’età della persona offesa.
L'imputato, peraltro, non era nuovo a fatti simili in quanto si sarebbe reso protagonista di un altro episodio analogo, compiuto questa volta con altri due connazionali di cui uno minorenne, il 2 giugno dello stesso anno, quindi un paio di mesi dopo.
Il pm Anna Benigni, che istruì il procedimento, depositò la richiesta di giudizio immediato che si sarebbe dovuto tenere davanti al collegio del tribunale.
Ma la difesa di Otea, nei termini previsti dalla legge, decise di optare per un giudizio con il rito abbreviato e così il procedimento è finito davanti al gup, Nicola Colantonio, che ha condannato l'imputato a due anni e mezzo di reclusione in continuazione con un’altra sentenza, quella per i fatti del giugno 2019, che nel frattempo era già passata in giudicato, così come richiesto dal difensore Calista.
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