Realizzato e cotto a Civitella un arrosticino lungo 7,66 metri

4 Settembre 2014

Una realizzazione da Guinness dei primati. Davanti a un pubblico di centinaia di persone, Marco D'Antuono di Macalusa, "il re degli arrosticini", ha disossato a vista una pecora di 45 chili

CIVITELLA CASANOVA. Che sia Civitella Casanova la patria dell'arrosticino, forse il più invidiato prodotto tipico d'Abruzzo, è un dato di fatto. Tradizione orale e documenti scritti testimoniano già dalla fine dell'Ottocento questo antico uso di cuocere spiedini di carne di pecora sui carboni ardenti che, tra feste patronali prima e ristoranti poi, è diventato un must della gastronomia regionale, scalando negli ultimi decenni sempre più rapidamente i menù. Non è allora casuale che un arrosticino da primato abbia tenuto la scena domenica pomeriggio proprio nel cuore di Civitella, durante la manifestazione "Degustando nel borgo".

dd

Davanti a un pubblico di centinaia di persone, Marco D'Antuono di Macalusa, "il re degli arrosticini", ha disossato a vista una pecora di 45 chili, con la quale ha prodotto un solo arrosticino gigante. Tagliata la carne e scelte le proporzioni per grasso e magro, D'Antuono ha provveduto a bucarla e incepparla per la strada, proprio come facevano gli "arrèstère" di una volta, richiamati alla memoria dalla celebre poesia di Ernesto de Carolis, "J'Arrestiglie de Cevetelle", del 1930.

E sempre secondo la migliore tradizione, D'Antuono ha scelto il legno di una Sanguinella del vicino torrente Schiavone per realizzare il ceppo di 7,66 metri con 5 metri e mezzo di capienza di carne, 40 millimetri di diametro al manico e 10 alla punta. Da Guinness anche la cottura. Marco D'Antuono, che di mestiere è un artigiano del ferro, ha costruito un proporzionato "cociarrust" per l'occasione, curando passo passo la cottura del maxiarrosticino tra lo stupore di tutti i presenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA