Reati in calo in città, il questore: «Pescaresi, collaborate con noi»

11 Aprile 2019

Misiti sollecita anche le istituzioni a intervenire sul disagio sociale «causa e premessa del crimine» Tra le priorità su cui continuare a lavorare, la lotta alla droga e allo sfruttamento della prostituzione

PESCARA. Collaborazione, partecipazione, condivisione. Sono queste le parole risuonate ieri mattina a piazza Salotto in occasione della festa organizzata per il 167esimo anniversario della Fondazione della polizia di Stato. Le ha pronunciate il questore Francesco Misiti parlando alle autorità, al suo personale, ai giovani studenti presenti in platea e agli allievi agenti del 204esimo corso di formazione che si sta svolgendo in città. Ma prima di ringraziare chi, in polizia, si prodiga ogni giorno per «scrivere pagine memorabili di dedizione e eroismo», Misiti ha chiesto a tutti un minuto di raccoglimento per due poliziotti che non ci sono più e cioè Annamaria Chiacchia, aquilana, e Fabio Surricchio, di Chieti.
Più che parlare di numeri, che fotografano oggettivamente una riduzione dei reati (del 4,78% in città), Misiti ha fatto riferimento alla «sensazione di un’insicurezza diffusa» tra i cittadini di fronte alla quale vuole intervenire per «convogliare le legittime proteste verso iniziative costruttive che diano il segno di una partecipazione matura dei pescaresi nell’ambito della sicurezza». Dal canto suo, la polizia c’è sempre ed è «inserita nel contesto sociale, nelle comunità, nelle associazioni, non per spiare ma per condividere». E se la polizia è «il rimedio chirurgico al male, spetta ad altre istituzioni, ad altri soggetti, il compito di affrontare il disagio sociale che spesso è causa e premessa del crimine». Perché sono le situazioni di «disagio sociale, povertà, degrado dell’ambiente urbano ed emarginazione a far percepire ai cittadini una violazione della propria sicurezza e un aumento dei reati» che, di fatto, non c’è. Proprio ai pescaresi Misiti ha chiesto collaborazione perché sono loro «l’antenna principale sul territorio».
Una «sinergia» è indispensabile, ha detto, anche su un altro fronte, per combattere lo spaccio di droga, uno dei «fenomeni che affliggono la città» insieme allo «sfruttamento della prostituzione». E quindi alla repressione della polizia si deve abbinare «la sensibilizzazione da parte di tanti attori della società civile sull’uso e l’abuso di droga. E deve essere alta l’attenzione di tutti contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, sempre in agguato».
Il questore e il prefetto Gerardina Basilicata hanno quindi consegnato i riconoscimenti per merito di servizio ai poliziotti che si sono distinti. Encomio solenne a Fabio Valentini, Adriano Petraccia, Francesco De Amicis, Luigia Rita Di Sario, Warner Piccoli per il soccorso prestato durante l’incendio in uno stabile, nel 2015; a Roberto Cini e Ivano Polidori per aver individuato gli autori di una rapina a mano armata a un ristorante, nel 2016, con l’arresto dei due responsabili; a Luca Grannonico e Mirko Stella per un complesso intervento di soccorso dopo l’incendio di un mezzo pesante in una galleria a Città Sant’Angelo, nel 2016; a Francesco Laguaragnella e Alfonso Chiarini per aver collaborato alla realizzazione di un progetto innovativo (Mercurio) per la dotazione di bordo per le auto della polizia. Encomio a Gianluca De Donato e Elvidio Torlontano per l’indagine che ha portato all’arresto di tre persone responsabili di detenzione e scambio di materiale pedopornografico; a Giuseppe Ciufici e Gianluca D'Anastasio per l’indagine che ha smantellato un sodalizio criminale che «ha messo a rischio la pubblica incolumità determinando stravolgimenti del territorio»; a Rosario Seràgo, Bruno Argena, Marco Samperi, Mirco Chiola per il salvataggio di una donna ferita su una cornice rocciosa a 1400 metri; a Gianluca D'Anastasio, per l’indagine che ha portato all’arresto del rapinatore di un ufficio postale.
Prima di chiudere la manifestazione con un concerto degli studenti del Conservatorio, è stato consegnato un contributo all’associazione Genitori bambini emopatici.
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