Redditi medi in calo, la crisi penalizza Penne e l’area vestina
Il capoluogo e i Comuni dell’entroterra sempre più lontani dagli standard nazionali nel 2014. Sos del sindaco D’Alfonso
PENNE. Non siamo a Portofino. L’area vestina e pedemontana pescarese è parecchio indietro rispetto alla percentuale media del reddito dichiarato nel 2014 dai 336 contribuenti liguri censiti dalle Finanze. Nella raffinata località di mare, nel 2014, è stato registrato il reddito più alto d’Italia: 51mila 403 euro di imponibile medio. Al secondo posto assoluto il piccolo centro di Basiglio (Milano), che con i suoi 42mila 424 euro annui si è lasciato dietro Cusago, altro Comune del Milanese.
Altre cifre per l’Abruzzo e soprattutto per i Comuni dell’area vestina. Se Pescara si è dovuta accontentare di un reddito medio di circa 20mila euro, molto peggio è andata ai centri dell’entroterra.
A Penne, nel 2014, è stato invece registrato un reddito medio di poco superiore ai 15 mila euro, mentre leggermente meglio è andata a Città Sant’Angelo che si è piazzata al 4516° esimo posto generale con un reddito medio di poco superiore ai 16mila euro.
Medie parecchio inferiori per i Comuni più piccoli: da Loreto Aprutino (6564esimo) a Collecorvino (6535), passando per Picciano, Farindola e Montebello di Bertona. I dati, rilevati nei giorni scorsi dal Sole 24 ore, fotografano una situazione economica generale abbastanza preoccupante. Negli ultimi anni, ad esempio, a Penne, parecchie attività del centro storico sono state costrette a chiudere e le più significative realtà economiche locali hanno dovuto fare di necessità virtù con tagli e riduzioni di personale.
La crisi del comprensorio vestino viene evidenziata sempre più anche dal crescente numero di persone che, ritrovandosi senza lavoro, sono costrette ad avvalersi dell’aiuto dei servizi di volontariato per andare avanti. Sono oltre tremila le persone che, lo scorso anno, hanno chiesto sostegno e aiuto alla Caritas locale. Anche il sindaco di Penne ha valutato con attenzione le statistiche reddituali dei contribuenti.
«La situazione economica delle famiglie dipende in minima parte dalle amministrazioni locali» osserva Rocco D’Alfonso, «l’auspicio è che il governo metta in campo politiche industriali capaci di far uscire il Paese dalla crisi, che è ancora molto grave nonostante i proclami. Il settore maggiormente in sofferenza, non solo a livello locale, è quello dell’edilizia. Personalmente ho constato che numerose aziende sono letteralmente in ginocchio e in tanti sono rimasti senza lavoro. Speriamo che le cose migliorino perché l’edilizia è trainante anche per altri settori», prosegue il sindaco del capoluogo vestino. La difficile situazione economica vestina ha provocato una flessione anche nel settore agricolo, nell'ultimo periodo messo a tappeto da complicate condizioni meteo.
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